Nave italiana ha soccorso e riportato in Libia 108 migranti

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Scoppia il caso di una nave italiana che ha salvato 108 persone che si trovavano su un gommone e li ha riportati in Libia. A denunciarlo è Nicola Fratoianni, esponente di Liberi e Uguali, che si trova a bordo della nave Open Arms, secondo il quale se fosse confermato che il trasferimento a Tripoli è avvenuto su indicazione della guardia costiera italiana “si tratterebbe di un precedente gravissimo – ha detto Fratoianni – un vero e proprio respingimento collettivo di cui l’Italia ed il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale”. Un fatto mai accaduto prima.

“Il diritto internazionale prevede che le persone salvate in mare debbano essere portate in un porto sicuro – ha denunciato il deputato di Leu – e quelli libici, nonostante la mistificazione della realtà da parte del governo italiano, non possono essere considerati tali”.

La Asso 28, nave di supporto a una piattaforma petrolifera, è stata coinvolta nelle operazioni di soccorso del gommone pieno di migranti. Come avviene ormai da settimane, la sala operativa di Roma ha dato indicazioni di coordinarsi con la Guardia costiera libica e, prese a bordo le persone, la Asso 28 ha seguito le indicazioni e le ha sbarcate nel porto di Tripoli.

La replica di Salvini. “La Guardia Costiera Libica nelle ultime ore ha salvato e riportato a terra 611 immigrati. Le Ong protestano e gli scafisti perdono i loro affari? Bene, noi andiamo avanti così! #portichiusi e #cuoriaperti”. Così su Twitter il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Indagine dell’Unhcr. “Stiamo raccogliendo tutte le informazioni necessarie sul caso del rimorchiatore italiano Asso Ventotto che avrebbe riportato in Libia 108 persone soccorse nel Mediterraneo. La Libia non è un porto sicuro e questo atto potrebbe comportare una violazione del diritto internazionale”. Lo scrive su Twitter l’account ufficiale dell’Unhcr.

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