Da oggi capienza teatri e cinema al 100%. Speranza: “Raggiunto l’80% di vaccinati”

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Aumentano da oggi le capienze nei luoghi della cultura e riaprono le discoteche. Teatri, stadi e cinema tornano a riempirsi al 100% con l’entrata in vigore delle nuove misure anti-Covid decise dal Consiglio dei ministri. Ripartono anche le sale da ballo, dove l’asticella è però fissata al 50% al chiuso e al 75% all’aperto. Nei locali al chiuso deve essere garantita la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria. Nei musei è stata eliminata la distanza interpersonale di un metro. L’accesso sarà comunque consentito solo con il green pass. Con questa misura il governo è andato oltre le indicazioni del Cts di una capienza all’80%, abolendo così la distanza interpersonale di un metro. In caso di violazione delle regole su capienza e green pass nei settori di spettacoli, eventi sportivi e discoteche, la chiusura si applica dalla seconda violazione.

 

Il Ministro alla Salute, Roberto Speranza, ospite su Rai 3 ha dichiarato: “Riaperture più ampie rispetto a quelle consigliate dal Comitato Tecnico Scientifico: in alcuni ambiti abbiamo scelto di fare un aggiustamento. Il Cts è l’organismo consultivo prezioso, ringrazio i presidenti Locatelli e Brusaferro e la comunità scientifica, ma queste riaperture ce le possiamo permettere perché siamo in situazione migliore. Continuo a dire: un passo alla volta, non siamo ancora fuori e dobbiamo studiare le varianti, la Delta è prevalente assoluta con il 100%. Ci vuole fiducia, ma anche cautela e prudenza. Il messaggio la stragrande maggioranza lo ha capito”.

Il raggiungimento dell’80% della popolazione vaccinata ha permesso di allargare le misure restrittive: “L’Italia è stato il primo Stato europeo a rendere il vaccino obbligatorio per alcune categorie di lavoratori: per il personale sanitario e tutti gli operatori delle RSA anche non sanitari. La strategia del governo è stata però quella di provare a contenere il virus attraverso un utilizzo molto largo del green pass. I numeri in questo momento ci segnalano che la scelta ha prodotto risultati molto incoraggianti. Se guardiamo i numeri dell’epidemia in Italia negli ultimi due mesi, sono tra i più bassi in Europa” ha così tenuto a spiegare il ministro, aggiungendo: “Avere l’85% delle persone con la prima dose ci permette di fare qualche passo in più. Stiamo andando nella direzione giusta, dobbiamo però essere consapevoli che non ne siamo del tutto fuori, dobbiamo continuare a studiare le varianti e tenere i piedi per terra, ci vuole cautela”.