Frana a Niscemi: fondi agli sfollati. Decine gli immobili inagibili

Per gli sfollati della frana di Niscemi, Caltanissetta, sono in arrivo i contributi del fondo Cas (contributo di autonoma sistemazione) dello Stato: 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. Secondo l’Ansa, la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno.
Dopo il sopralluogo aereo nelle zone colpite dalla frana a Niscemi, il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano ha sentenziato: “L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela”. Lo stesso ha anche precisato che molti degli oltre 1.500 sfollati non torneranno più nelle proprie case. La frana è lunga 4 km e non si ferma.
“La situazione è particolarmente complessa – ha aggiunto Ciciliano – dopo un primo sopralluogo bisogna essere onesti: anche le case integre sull’orlo della frana non potranno più essere popolate. Bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva”.
Secondo gli esperti “la frana di Niscemi è destinata ad avanzare e l’assetto verticale della parete non può resistere a causa del terreno sabbioso”.
29 anni fa una frana nella stessa area. Il 12 ottobre 1997 a Niscemi ci fu una frana nella stessa area a seguito della quale 400 persone dovettero lasciare la loro casa. Anche nel ’97, come nei giorni scorsi, la frana fu preceduta da maltempo e pioggia. E probabilmente le condizioni meteorologiche non saranno state diverse nel 1790, quando nei quartieri Sante Croci e Canalicchio, sempre gli stessi, la terra si aprì e nei bevai l’acqua smise di scorrere, come riportano le cronache del tempo a opera di una comunità di frati.