Giubileo, chiusa la Porta Santa a San Pietro. Più di 33 milioni i pellegrini giunti a Roma

Quasi 33 milioni e mezzo di pellegrini hanno raggiunto Roma nel corso dell’anno del Giubileo. Un numero impressionante reso noto nel giorno della conclusione, con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro a opera di Papa Leone. A tracciare il bilancio dell’Anno Santo è stato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, responsabile dell’organizzazione.
Bilancio positivo. “Devo dire che a conclusione del Giubileo il bilancio non può essere se non positivo. Non tanto per i numeri. È vero, sono giunti a Roma 33 milioni e mezzo di pellegrini, ma non è questo – spiega monsignor Fisichella – La cosa più importante è che non si deve dimenticare che il Giubileo è un evento spirituale. E da questa prospettiva dobbiamo ricordare i pellegrini che hanno attraversato la Porta Santa, che hanno pregato, hanno moltiplicato le confessioni, hanno partecipato cioè con grande spirito perché l’evento fosse realmente un cambiamento di vita, una conversione del proprio cuore. L’indulgenza giubilare d’altronde è proprio questa: è la capacità – sottolinea – di fare esperienza della misericordia e del perdono. Quindi da questo punto di vista credo che sia un risultato positivo”.
Tanti i momenti che resteranno impressi negli occhi e nelle memorie delle persone. Secondo monsignor Fisichella, “C’è certamente la canonizzazione di Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati, c’è il Giubileo dei Giovani: purtroppo il funerale di Papa Francesco ha coinciso con il Giubileo dei ragazzi e delle ragazze, che nonostante questo però hanno saputo manifestare il loro sentimento sia della gioia, dell’entusiasmo di stare insieme, sia anche della tristezza. Poi l’elezione di Papa Leone: la piazza era piena delle bande perché era il loro Giubileo e quindi la festosità, le confraternite, tanti momenti – conclude il prelato – che si raccolgono in una sinfonia di presenza che è quanto mai significativa”.