Il Messico trema ancora: 150 le vittime del sisma e crolli a Città del Messico

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Terribile coincidenza storica: il 19 settembre del 1985 un violentissimo terremoto di 8.0 gradi Richter devastò Città del Messico e altre zone del paese causando migliaia di morti. Il 19 settembre del 2017, 32 anni dopo, nuovo violento sisma in Messico, un terremoto di magnitudo 7.1. Nella Capitale, sono crollati quasi 30 edifici e molte persone sono ancora intrappolate. Il bilancio dei morti al momento è di circa 150 vittime: a Puebla, luogo dell’epicentro, 13 vittime, mentre nello Stato di Morelos i morti sono per il momento 54, nella Capitale 4. Purtroppo, si tratta solo di un primo bilancio. Peraltro, questa fortissima scossa si è verificata una settimana dopo il violento terremoto di 8.2 gradi Richter nel quale hanno perso la vita 100 persone. L’epicentro stavolta è stato localizzato a pochi chilometri da Chiautla de Tapia, a Puebla, a 50 km di profondità.

Devastata Città del Messico. Sono almeno 27 le palazzine crollate nella Capitale. Lo ha ha reso noto il presidente messicano Enrique Pena Nieto. Nel distretto di Cuauhtemoc, dentro al quale si trova il centro storico di Città del Messico, almeno 12 palazzi sono crollati e in tre di essi si sta lavorando per trarre in salvo persone rimaste sotto le macerie. Ricardo Monreal, responsabile della “delegacion” di Cuauhtemoc ha sottolineato che alla luce della gravità della situazione chiederà che nel distretto venga dichiarato lo stato di disastro naturale.

Dramma per gli alunni di una scuola. Nella capitale sono crollate decine di edifici, tra cui anche un edificio scolastico di Città del Messico, nella zona di Coyoacan, sotto le cui macerie sono morti due adulti e 20 bambini. Altri 30 sono intrappolati sotto le macerie.

Numerosi crolli, i quartieri della classe media i più colpiti. Le tv messicane stanno mostrando immagini di edifici crollati in parti molto popolose di Città del Messico. La televisione trasmette immagini di colonne di fumo che si alzano da una grande struttura. Uno degli edifici crollati è un grande parcheggio vicino a un ospedale. Alcuni quartieri abitati dalla classe media sono stati tra i più colpiti, come Roma, Del Valle, Napoles e altri. Le autorità hanno sospeso le lezioni in tutte le scuole.

Sospesi tutti i voli. Il traffico aereo verso l’aeroporto internazionale di Città del Messico, distante 123 chilometri dall’epicentro, è stato bloccato dopo il sisma. Lo riferiscono i siti che monitorano il traffico aereo.
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Danni allo stadio Atzeca. Lo storico impianto che ospitò due edizioni dei campionati del mondo di calcio, nel 1970 e nel 1986 (proprio 9 mesi dopo il devastante terretoto del 19 settembre 1985), è stato fortemente lesionato da questo nuovo sisma.

Quasi 2 milioni di persone sono senza elettricità. Questa la cifra di chi è rimasto senza luce a Città del Messico su un totale di circa 20 milioni di abitanti. Lo ha reso noto il sindaco della capitale, Miguel Angel Mancera. Altre fonti riferiscono del crollo parziale della sede dell’Istituto Tecnologico di Monterrey, tra i principali atenei del paese, nell’esclusivo quartiere di Santa Fe nella capitale. Non ci sono feriti nè persone intrappolate. Un ponte è crollato lungo l’autostrada tra Città del Messico e Acapulco. Insomma, una vera e propria apocalisse messicana.

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