Mafia, Mattarella: “a 26 anni dalla strage non smettere di cercare la verità su Borsellino”

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Ventisei anni fa a Palermo un’autobomba uccideva il giudice Paolo Borsellino e i 5 agenti di scorta tante iniziative in città ricordano il magistrato, ucciso 57 giorni dopo la strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e 3 agenti di scorta. Manifestazioni in corso in Via D’Amelio. Alle 16.58, momento della strage, un minuto di silenzio, poi le commemorazioni.

“Onorare la memoria del giudice Borsellino e delle persone che lo scortavano significa anche non smettere di cercare la verità su quella strage”. Lo afferma il presidente Sergio Mattarella in una dichiarazione nel ventiseiesimo anniversario della strage di via D’Amelio.

“A ventisei anni di distanza – afferma il presidente Mattarella – sono vivi il ricordo e la commozione per il vile attentato di via d’Amelio, in cui hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina. Borsellino era un giudice esemplare: probo, riservato, coraggioso e determinato. Le sue inchieste hanno costituito delle pietre miliari nella lotta contro la mafia in Sicilia. Insieme al collega e amico Giovanni Falcone, Borsellino è diventato, a pieno titolo, il simbolo dell’Italia che combatte e non si arrende di fronte alla criminalità organizzata”.

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