Manifestazione a Macerata contro razzismo e fascismo

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A Macerata il Comune ha promosso una manifestazione antifascista e antirazzista dopo la morte di Pamela Mastropietro e la caccia ai migranti africani di Luca Traini. Gli organizzatori spiegano che il corteo serve per “riflettere profondamente sulle recenti tragiche vicende che hanno interessato la città”.

L’appuntamento per tutti partecipanti alla manifestazione “Macerata libera. Nonviolenta, atirazzista e antifascista” era alle 9.30 in piazza della Libertà, dove Luca Traini si era consegnato alle forze dell’ordine al termine del suo raid anti migranti.

“Tentiamo di ripartire dai valori costituzionali, dai primi 12 articoli della Costituzione per la non violenza, l’antifascismo e l’antirazzismo”, ha detto il sindaco Romano Carancini in testa al corteo partito dal piazza della Libertà.

Dopo il saluto del sindaco Carancini, il corteo ha sfilato per le vie della città passando per corso Matteotti, via Tommaso Lauri, corso Garibaldi, corso Cavour per arrivare fino a piazza della Vittoria, al Monumento dei caduti per la lettura dei 12 principi fondanti della costituzione italiana. Presenti diverse centinaia di persone, nonostante la pioggia battente. Oltre al gonfalone del comune di Macerata, ci sono anche quelli dei comuni di Montecalvo in Foglia (Pesaro Urbino), Santa Vittoria in Matenano (Ascoli), Montecosaro e Pollenza e i rispettivi sindaci.

Alla manifestazione hanno aderito Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Unimc, Unicam, Officina universitaria, Mondo solidale, Pd Macerata, Isrec, Refugees Welcome, Arci Macerata, Leu, Acli Macerata, Auser Provincia Macerata, Lega Coop Marche, Anolf, Anteas, Albero dei cuori, Federconsumatori Macerata e Marche, Uisp, Giovani democratici Marche, Gruppo Udc, Acsim, Adiconsum, Emergency gruppo volontari Macerata, Gus, Meridiana cooperativa sociale.

Sul fronte dell’inchiesta
, il principale indagato della morte di Pamela Mastropietro, Innocent Oseghale, è stato trasferito ieri nel carcere di Marino del Tronto (Ascoli Piceno) perché non era opportuno rimanesse nella sezione d’isolamento del carcere di Montacuto (Ancona), che ospita gli altri due nigeriani – Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27 anni – fermati per lo stesso delitto.

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