Migranti: dopo la Germania, anche la Svizzera rimanderà in Italia i richiedenti asilo

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Dopo i fatti di Ceuta torna preponderante la questione migranti. “La situazione resta molto preoccupante”, ha detto il ministro degli Esteri Tajani. La riapertura dei confini sarà quindi valutata in base all’evoluzione della situazione. L’Italia conferma dunque i controlli nei suoi porti e aeroporti per i viaggiatori provenienti dalla Spagna e Madrid fa lo stesso con chi proviene dall’Italia.

Nel frattempo si apre un altro fronte di attrito: dopo la Germania, anche la Svizzera ha annunciato che rimanderà in Italia i richiedenti asilo
che sono arrivati sul proprio territorio dopo essere transitati dall’Italia. Berna, dunque si allinea al nuovo patto sui migranti, pur non essendo parte dell’Ue ma avendo aderito all’accordo di Schengen sulla libera circolazione.Magdalena Baker, portavoce elvetica della segreteria di Stato per la migrazione, ha dichiarato al Corriere della Sera, che che i voli sono già stati programmati dalla Svizzera a partire dalla fine di agosto. Ora c’è attesa per la risposta del governo Meloni.

Come si è arrivati a questa situazione. A partire da fine 2022, il governo Meloni aveva sospeso le procedure di riammissione dei migranti da altri Paesi europei. Persone che dopo essere approdate in Italia si erano spostate in altri Stati dove avevano poi chiesto accoglienza. Il trattato di Dublino prevede però che la domanda vada esaminata dalla nazione di ingresso in Europa del richiedente. Le norme stabiliscono che gli Stati sotto foto pressione migratoria, come l’Italia, abbiano diritto a compensazioni economiche ma devono rispettare alcuni obblighi come quello di esaminare le richieste di asilo.

Italia e Germania in disaccordo sui ‘dublinanti’
. Si definiscono così i richiedenti asilo che, dopo aver presentato domanda di protezione nel primo Stato Ue in cui sono stati identificati secondo il Regolamento Dublino del 2003, si spostano in un altro Paese e lì presentano una nuova richiesta. Il Viminale sostiene che con l’entrata in vigore del Patto europeo su immigrazione e asilo, il 12 giugno scorso, si sia azzerato il conto dei migranti secondari da riprendere in carico dalla Germania. Berlino nei giorni scorsi ha però chiesto all’Italia di riprendersi tre migranti arrivati proprio prima del 12 giugno.

Intanto la ragazza somala che dovrebbe essere espulsa domani dalla Germania verso l’Italia riceverà asilo da una chiesa evangelica di Norimberga, in Baviera. A comunicarlo è stato il presidente dell’associazione ‘Matteo – Chiesa e asilo’, Stefan Reichel, nell’ambito di un accordo con gli enti federali che risale al 24 febbraio 2015, come ha spiegato lo stesso Reichel. “La giovane somala è una ragazza particolarmente provata”, ha aggiunto il presidente dell’associazione che si occupa del caso della 22enne. “Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia. In questo caso riteniamo che vi siano tutti i presupposti per darle asilo”. La protezione della comunità evangelica durerà formalmente fino alla scadenza del termine per l’espulsione.