Omicidio Chiara Poggi, Andrea Sempio non risponde alle domande dei pm

Ha lasciato la procura di Pavia dopo quattro ore Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo fascicolo aperto sulla morte di Chiara Poggi, che questa mattina era stato convocato per essere interrogato. Il 38enne però non ha risposto alle domande dei pm. La strategia della difesa punta ad una “consulenza personologica”, affidata ad uno piscoterapeuta, da redigere prima dell'interrogatorio del 38enne che è il solo indagato, non più in concorso con Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un'arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro l'indagato c'è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima – per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -;e l'impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall'assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell'indagato non è attribuibile a lui.

La Procura di Pavia pare non credere all'alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma 'Andreas' in cui emerge la presunta “ossessione” verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell'amico Marco Poggi.

Oggi è stato ascoltato come testimone anche il fratello di Chiara Poggi, Marco: l'amico di Andrea Sempio è stato ascoltato dai magistrati come teste. L'uomo è uscito dagli uffici della procura di Pavia da una porta laterale evitando i giornalisti.

Hanno invece fornito la loro testimonianza ieri agli inquirenti le gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara: l'audizione della prima è durata quasi tre ore. Gli atti sono preliminari alla chiusura delle indagini su Sempio e a una possibile richiesta di rinvio a giudizio. Arriverà di certo anche un'istanza di revisione del processo da parte della difesa di Alberto Stasi, condannato a 16 anni.