Scontri Torino, Piantedosi: “Serve fermo preventivo”. Domiciliari per l’aggressore dell’agente

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    Violenze alla manifestazione pro Askatasuna a Torino. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo al Senato ha dichiarato che durante la manifestazione del 31 gennaio, non c’è stato alcun “uso eccessivo della forza” da parte della polizia.

    Prendendo spunto da questo episodio il ministro chiede “una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo”. “Ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso”, ha aggiunto il ministro dell’Interno.

    Piantedosi riferendosi ad alcune notizie circolate ha poi precisato: che “su alcuni organi stampa ho sentito ipotizzare da alcuni commentatori che la gestione dell’ordine pubblico avrebbe evidenziato qualche forma di impreparazione o addirittura di eccessivo uso della forza. Io respingo tali ipotesi con la massima decisione”. E ancora: “Ho detto nell’informativa e ripeto che, se a Torino, come del resto in qualunque altra città, ci si fosse fatti cogliere di sorpresa o se le autorità locali di pubblica sicurezza non avessero impiantato un efficace dispositivo di prevenzione, ben più gravi sarebbero state le conseguenze, il grado delle devastazioni e il livello della violenza. Ricacciamo indietro l’illazione che i poveri poliziotti siano mandati allo sbaraglio da questori, prefetti e – magari – dal sottoscritto. Sono le accuse di chi ignora come funziona l’ordine pubblico e di chi dimentica la storia della violenza politica nel nostro Paese, prospettando una inesistente ‘eccezionalità’ rispetto agli incidenti provocati dagli antagonisti”.

    Intanto sono stati disposti gli arresti domiciliari per Angelo Simionato il 22enne, originario della provincia di Grosseto, arrestato dalla Digos in quanto uno dei presunti aggressori del poliziotto del reparto mobile di Padova, Alessandro Calista. “Concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni” è una delle contestazioni che gli sono state mosse, mentre il giovane resta indagato per resistenza a pubblico ufficiale. Sono invece stati scarcerati con obbligo di firma due dei tre arrestati per gli incidenti. Si tratta di Matteo Campaner e Pietro Desideri, che erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.

    La versione di Simionato. “Ho visto il poliziotto a terra, ho visto le persone che erano su di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno”, ha detto il giovane al gip durante una dichiarazione spontanea, aggiungendo: “Procedevo nella folla, stavo scappando e più volte ho visto un celerino dietro di me, mi sono girato e ho visto il poliziotto a terra”. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, Simionato si è invece avvalso della facoltà di non rispondere.

    La querela del poliziotto: “Salvo solo grazie al mio collega”. Alessandro Calista, il poliziotto aggredito a Torino, ha raccontato così quei secondi di terrore in una querela presentata in questura. “Sarei riuscito a fronteggiarne due o tre, ma tutto il gruppo era impossibile” ha detto. Calista sarebbe stato preso per le braccia, colpito con dei calci alle spalle e trascinato a forza diversi metri più avanti dalla “linea di squadra”, separandolo dai suoi colleghi che nel frattempo erano bersagliati da una pioggia di pietre, bottiglie, tombini e fuochi artificiali.