Tajani nel mirino degli hacker: dati personali sul dark web

«Non mi farò intimidire in nessun modo», ha scritto il vicepremier sui social, collegando l’attacco alla posizione italiana a sostegno dell’Ucraina. Tajani ha inoltre ricordato il rafforzamento delle strutture di sicurezza informatica della Farnesina e la collaborazione con gli alleati.
Secondo le ricostruzioni pubblicate dal Fatto Quotidiano e riprese dall’Ansa, dal 26 ottobre il gruppo avrebbe messo una taglia sui dati sensibili di 18 persone considerate ostili alla Federazione Russa. Tra i nomi italiani, oltre a Tajani, figurerebbero il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli e il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin. Le schede pubblicate conterrebbero informazioni personali, recapiti e indirizzi, mentre gli hacker chiederebbero ad altri utenti di contribuire con ulteriori dettagli in cambio di denaro.
La vicenda è all’attenzione della Procura di Roma. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine dei dati diffusi, la reale portata dell’esposizione e l’identità dei responsabili. Il caso si inserisce in un quadro più ampio di attività informatiche e intimidazioni che hanno interessato anche altre figure istituzionali europee.