Tajani nel mirino degli hacker: dati personali sul dark web

I suoi dati personali, insieme a quelli dei familiari, sarebbero stati diffusi sul dark web. E non solo: i responsabili starebbero offrendo denaro in cambio di ulteriori informazioni. È la denuncia del ministro degli Esteri Antonio Tajani, finito nel mirino di un gruppo di criminali informatici che, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe riconducibile agli hacker filorussi di Noname057.

«Non mi farò intimidire in nessun modo», ha scritto il vicepremier sui social, collegando l’attacco alla posizione italiana a sostegno dell’Ucraina. Tajani ha inoltre ricordato il rafforzamento delle strutture di sicurezza informatica della Farnesina e la collaborazione con gli alleati.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dal Fatto Quotidiano e riprese dall’Ansa, dal 26 ottobre il gruppo avrebbe messo una taglia sui dati sensibili di 18 persone considerate ostili alla Federazione Russa. Tra i nomi italiani, oltre a Tajani, figurerebbero il procuratore di Roma Francesco Lo Voi, il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli e il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin. Le schede pubblicate conterrebbero informazioni personali, recapiti e indirizzi, mentre gli hacker chiederebbero ad altri utenti di contribuire con ulteriori dettagli in cambio di denaro.

La vicenda è all’attenzione della Procura di Roma. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine dei dati diffusi, la reale portata dell’esposizione e l’identità dei responsabili. Il caso si inserisce in un quadro più ampio di attività informatiche e intimidazioni che hanno interessato anche altre figure istituzionali europee.