Falsi allarmi bomba su aerei, le autorità europee indagano

È una serie di falsi allarmi bomba aerei a preoccupare le autorità europee, impegnate a ricostruire l’origine delle numerose minacce che negli ultimi giorni hanno interessato il traffico aereo commerciale. Le segnalazioni, arrivate attraverso comunicazioni anonime, hanno coinvolto decine di voli in diversi Paesi, provocando deviazioni, controlli di sicurezza straordinari e, in alcuni casi, l’intervento di caccia militari per scortare gli aeromobili. Tutti gli aerei interessati sono atterrati in sicurezza e le verifiche effettuate non hanno portato al ritrovamento di esplosivi. Resta però da chiarire se dietro le comunicazioni ci sia un’unica regia e, soprattutto, chi possa aver organizzato la sequenza di minacce.

La Commissione europea ha avviato un’attività di coordinamento e condivisione delle informazioni tra gli Stati membri, mantenendo i contatti con l’Agenzia europea per la sicurezza aerea. Bruxelles ha tuttavia precisato che non dispone di competenze investigative dirette: gli accertamenti sulle singole segnalazioni restano affidati alle autorità nazionali. Un nuovo confronto tra gli esperti europei di sicurezza aerea è previsto nei prossimi giorni, con l’obiettivo di analizzare gli episodi e valutare eventuali misure comuni di prevenzione.

Anche in Italia sono in corso accertamenti. Le procure di Roma, Milano e Busto Arsizio stanno lavorando sulle segnalazioni, con il coinvolgimento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. Gli investigatori della Polizia postale e della Polizia di frontiera aerea sono impegnati a ricostruire la provenienza delle comunicazioni e a identificare i responsabili.

Tra gli elementi emersi nelle indagini c’è il riferimento, contenuto in alcune comunicazioni, ai cosiddetti Combattenti dello Stato Maschile, denominazione che richiama il movimento ultranazionalista russo Male State. Il fondatore del gruppo ha tuttavia negato qualsiasi coinvolgimento.