Acrobazie estreme in strada. Scoperto gruppo di motociclisti spericolati

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Si divertivano a fare gare clandestine di velocità sulle loro moto, impennando in mezzo alle macchine e andando contromano, filmandosi e pubblicando tutto sui loro seguitissimi canali social. Sono i “Northern Goats” (capre nordiche), un gruppo di ragazzi dell’Alto Vicentino tra i 21 e 25 anni che è stato scoperto dalla Polizia Locale e deferito per il reato di gare clandestine.

Tutto è partito ad aprile di quest’anno quando la polizia locale ha iniziato a ricevere numerose segnalazione di questo gruppo di spericolati urbani, che sfrecciavano a velocità folli in mezzo al traffico, muniti di videocamere a posta per filmare tutto. Grazie ad una capillare attività di indagine gli agenti sono riusciti a risalire ai canali social dei Northern Goats, nome con cui erano noti sul loro portale Youtube, Facebook ed Instagram. Si è quindi scoperto questo gruppo di motociclisti che per fare sfoggio delle loro abilità acrobatiche correva sulle strade pubbliche di vari comuni della provincia di Vicenza, sfidandosi e gareggiando tra loro in rocambolesche e pericolosissime esibizioni di free-style impennando le moto, circolando ad alta velocità contromano ed in mezzo al normale traffico veicolare, pubblicando poi i video delle loro bravate sui social dove avevano già trovato numerosi follower.

I video, prima della pubblicazione, venivano opportunamente manipolati mascherando le targhe dei veicoli. Con il proseguimento delle indagini gli agenti della polizia locale Nordest Vicentino hanno scoperto i nominativi dei partecipanti a questo gruppo. Si tratta di giovani dai 21 ai 25 anni, residenti nei comuni di Thiene, Schio e contermini che, identificati, venivano deferiti alla Procura della Repubblica di Vicenza per il reato di “gare clandestine” in concorso. Ieri sono state svolte diverse perquisizioni, rinvenendo e sequestrando numerose action-cam utilizzate dai componenti del gruppo per registrare i video delle loro rocambolesche scorrazzate, dei personal computer e hard-disk con i quali i video venivano montati prima di postarli sui social.

Fin dalle prime fasi delle perquisizioni i giovani, tutti lavoratori e incensurati, e le loro famiglie, hanno fornito la massima collaborazione alla polizia locale, assicurando che non avrebbero mai più eseguito tali esibizioni.

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