Fincantieri-Stx, Calenda tuona: “Non accettiamo il 50 per cento proposto da Parigi”

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, fa la voce grossa contro Macron per la questione Fincantieri-Stx, dopo che la Francia ha nazionalizzato i cantieri di Saint-Nazaire impedendo di fatto all’azienda italiana (partecipata statale) di prenderne il controllo. Una marcia indietro, rispetto ai già difficili accordi siglati con la vecchia presidenza Hollande, che ha lasciato di stucco il governo italiano.
Se Pier Carlo Padoan, titolare del Tesoro, ha parlato ieri di “sfiducia inaccettabile” verso i partner italiani, Calenda ha tuonato: “il punto del governo italiano è: non c’è verso che noi accettiamo il 50%, ovvero meno di quello che avevano i coreani”. Saint-Nazaire infatti, facevano parte del gruppo Stx, fallito e spezzettato. Così Fincantieri ha acquistato Stx Europe, la divisione francese (al Tribunale di Seul, ndr). “E’ una questione di rispetto e dignità – continua Calenda – non ci muoviamo di un millimetro e non lo faremo martedì. E questo farà bene alla Francia perché deve capire che nazionalizzare è sbagliato”. La dichiarazione è arrivata all’iniziativa di Forza Europa e il riferimento a martedì rimanda alla visita del ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, che sarà in Italia proprio per provare a riaprire la trattativa.
Calenda ha invece stoppato immediatamente la proposta rilanciata in queste ore, come ripicca verso la Francia, ovvero di nazionalizzare Telecom. “Ad una fesseria non si risponde con una fesseria più grossa”, ha detto il ministro. In Telecom, lo ricordiamo, sono da poco diventati i ‘controllori’ di fatto i francesi di Vivendi.
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