L’Fmi taglia le stime del pil mondiale e avverte l’Italia: “mantenere la fiducia dei mercati e dell’Europa”

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La scure del Fondo monetario internazionale sulle stime di crescita del mondo e dell’Italia. il Fondo prevede per quest’anno un pil in aumento del 2,0%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di luglio (-0,4 punti su aprile). Nel 2019 il pil dell’area euro è stimato a +1,9%, invariato su luglio ma in calo dello 0,1% su aprile. Per gli Stati Uniti la crescita è stimata al 2,9% nel 2018, invariata rispetto a luglio e aprile. Per il 2019 il pil è atteso al +2,5%, -0,2 punti percentuali su luglio e aprile.

Per quanto riguarda l’Italia: “E’ imperativo per la politica di bilancio mantenere la fiducia dei mercati, e abbiamo visto un aumento degli spread e questo rende il Paese più vulnerabile”, ha dichiarato il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeldche, aggiunge: “E’ importante che il governo operi nel contesto delle regole europee”.

Nel World Economic Outlook, l’Fmi sottolinea che alla base delle preoccupazioni nei confronti dell’Italia, ci sono le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l’attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento degli spread”, afferma il Fmi , sottolineando in via generale come l’incertezza politica e sulle politiche “potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l’attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi”.

“In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale”, precisa ancora l’Fmi, invitando l’Italia a preservare la riforma Fornero.

E ancora: “Nell’area euro paesi con limitato spazio di bilancio (per esempio Francia, Italia e Spagna) dovrebbe usare questo periodo di crescita sopra il potenziale e di politica monetaria accomodante per ricostruire cuscinetti di bilancio, che potrebbero alleviare le tensioni” fra banche e debito sovrano.

Dunque secondo le previsioni: il pil italiano crescerà dell’1,2% nel 2018 e dell’1,0% nel 2019 dopo il +1,5% del 2017. Rispetto ad aprile 2018, invece, le stime sono state riviste al ribasso di 0,3 punti percentuali per quest’anno e di 0,1 punti per il prossimo. La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al “deterioramento della domanda esterna e interna e all’incertezza sull’agenda del nuovo governo”.

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