Manovra: tensione sui titoli italiani, spread oltre i 300 punti

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Tensione ancora alle stelle sui titoli di Stato italiani. All’indomani dello scontro con l’Unione Europea e le parole di ammonimento pronunciate nei confronti dell’Italia dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, lo spread schizza oltre i 300 punti. Per la quinta seduta consecutiva l‘euro perde nei confronti del dollaro e  tocca quota 1,15, limando i minimi di agosto. Avvio ampiamente negativo anche per Piazza Affari, dove il primo indice Ftse Mib segna una perdita dell’1,37% e il Ftse It All-Share un calo dell’1,43%.

Secondo l’agenzia Bloomberg, a pesare sono state anche le parole del presidente della Commissione bilancio della Camera, il leghista Claudio Borghi, secondo il quale l’Italia, con una sua moneta, riuscirebbe a risolvere i propri problemi.

“L’uscita dell’Italia dall’euro non è nel contratto di governo. Io sono convinto che l’Italia starebbe meglio con la sua moneta però la cosa non è nel contratto di governo”, ha tenuto a precisare Borghi via Twitter, dove in un secondo tweet ha commentato con ironia il fatto che l’euro crolli per le sue dichiarazioni.

Dopo la dura presa di posizione dell’Unione Europea sulla manovra,
interpellato sul Def il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha spiegato che l’obiettivo in questo momento è di inviare il documento aggiornato domani alle Camere. “Qualcuno spera che il governo torni indietro sulla manovra ma noi non arretreremo di un millimetro e se ce ne sarà bisogno la spiegheremo nelle piazze”, ha aggiunto Di Maio a proposito delle critiche ricevute, tornando anche a ribadire la compattezza del governo.

Il vicepremier pentastellato ha anche precisato che il Governo non ha alcune intenzione di uscire dall’Europa e dall’area Euro e che l’obiettivo di raggiungere un Pil del 2% nel 2019 è alla portata del nostro Paese. Entrando nel dettaglio delle misure da adottare, Di Maio ha poi spiegato che saranno tre i miliardi di risparmio sull’Ires per tutte le aziende che assumono a tempo indeterminato.

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