Esami di maturità, la prima delle prove della vita

Caffettiera sempre al lavoro (moka da sei continuamente sui fornelli); pasti veloci consumati su posti improvvisati quali scale, scrivanie, autobus, macchina, biblioteca (in quel periodo era raro sedersi a tavola: un pasto con la famiglia rubava tempo prezioso ed energia); copie spiegazzate di appunti di compagni di classe; suggerimenti (quasi mai ascoltati per non complicare una confusione già pesante) da parte di insegnanti, genitori, compagni, amici, parenti; ansie da prestazione circa la capacità di memorizzare e assimilare quante più informazioni possibili in breve tempo; comportamento e umore ingestibile causato dall’ansia e dal nervosismo che coprivano ogni qualsivoglia sprazzo di buonumore o carattere pacato… Questo e molto altro sono stati per me gli esami di maturità.

Sono iniziati da pochi giorni gli esami scolastici, e più ne sento parlare più mi riaffiorano ricordi legati ai miei esami di maturità. Tanta confusione, tanti fogli, libri e appunti sparsi per tutta la camera, tanto stress e tanto nervosismo. Un periodo di lotte a casa (ero intrattabile) e lotte interne. Mille domande a cui non sapevo rispondere, mie personali e dettatemi dai professori. Frustrazioni, quesiti irrisolvibili, ansie e preoccupazioni che si sommavano a quelle richieste/previste dalla delicata età. Momento di transizione insomma, nel senso più ampio possibile.

Una transizione, un lavoro, dei cambiamenti continui e necessari. Un esame che è allo stesso tempo iniziazione di un nuovo stile di vita, fine di un mondo limitato e percepito come infinito, passaggio da una bolla di sapone ad una realtà vasta ed incontrollabile. Di questo, sono simbolo per eccellenza gli esami scolastici. Si tratta infatti di gestire il primo di una lunga serie di prove vitali cui la vita ci riserverà quotidianamente e continuamente.

C’è chi si prepara già dal primo anno di superiori ad affrontare nel migliore dei modi questa salita, chi invece lascia alla fortuna e si dedica ad una preparazione dell’ultimo momento, evitandosi forse tanto stress. Io da parte mia, per i primi quattro anni di superiori, non ho pensato molto a prepararmi in modo adeguato agli esami finali studiando e sistemando le nozioni di modo da trovarle facilmente nel mio bagaglio mnemonico quando necessario. Ho trascorso anni più o meno felici, più o meno intensi, più o meno stressanti… in cui lo studio era sì importante, ma solo per superare verifiche e interrogazioni come da programma. Non ho mai visto, purtroppo (e me ne pento spesso, a posteriori), lo studio come qualcosa di fondamentale e indispensabile e necessario poi per la vita. Anzi, mi dicevo ad esempio per matematica (la materia in cui ero parecchio scarsa) che tanto non mi sarebbe servita a nulla. “Cosa mi serve saper risolvere un’equazione o saper calcolare l’area di un rettangolo??”. Col senno di poi, prenderei a schiaffi quella ragazzina che pensava che “tanto tutto si risolve in un modo o nell’altro”. Col senno di poi, tornerei su quei banchi e mi comporterei in modo diverso, più maturo, più responsabile, più lungimirante. Ma forse, e dico forse, è stata anche questo mio comportamento una lezione di vita per il seguito; dagli errori si impara, dicono. Oppure, sbagliando si impara.

Sono d’accordo. Per questo suggerisco a chi è in questi giorni devastato da studio e stress e preoccupazione, di non arrendersi, di non mollare, di non preoccuparsi eccessivamente perché la maturità scolastica ad un certo punto finisce. Metteteci anima e corpo, cervello e memoria e intelligenza, ma cercate anche di gustarvi gli ultimi momenti di quella che è la fine di un’epoca personale. Assaporate il profumo dei fogli, ammirate lo scorrere della penna su un foglio (poi sarà raro che lo facciate così intensamente e così spesso, soprattutto in una realtà digitale come la nostra), gongolate della capacità di ricordare nozioni su nozioni, sorridete alla sveglia mattutina e all’autobus che vi conduce per le vie del vostro paese probabilmente per le ultime volte. Guardate con gli occhi immaturi il mondo così come vi si presenta, apprezzandone ogni piccolo dettaglio. E vincete la vostra sfida.

In bocca al lupo da qualcuno che mai avrebbe pensato che da adulto avrebbe rimpianto certi momenti.

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