Al via l’offensiva economica contro l’Iran. Gli Usa minacciano altri Paesi

Gli Stati Uniti hanno lanciato l’attesa offensiva economica contro l’Iran che punta a isolare il Paese dal resto del mondo. Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, alza così il velo sull”Operation Economic Outcast’, che ha come obiettivo soprattutto quello di tagliare tutti i legami finanziari del regime e “soffocarlo”, appunto, economicamente. Nel mirino di Bessent, dunque, non c’è solo l’Iran ma anche tutti quelli che in qualche modo l’aiutano. E la portata delle sanzioni secondarie includono cinque settori chiave: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi.

La minaccia. “Metteremo fine all’accesso al sistema del dollaro per coloro che riciclano denaro iraniano”, ha detto il segretario al Tesoro con toni duri, lanciando un avvertimento a “coloro che agevolano l’Iran”: “Non mettete alla prova la nostra determinazione”. Dopo aver decretato su Truth che l’Iran “sta completamente collassando”, Donald Trump – ha spiegato il segretario al Tesoro – sta contattando i leader mondiali con “richieste specifiche di cessare le interazioni con il regime”. “Lo sapete che sa essere persuasivo”, ha spiegato Bessent prima di precisare che i leader mondiali “devono prendere una decisione:”. Ai Paesi è concessa una tempistica definita per interrompere la cooperazione economica con l’Iran e il “conto alla rovescia è appena iniziato”.

La risposta di Teheran. “Useremo tutte le nostre risorse per contrastare le sanzioni economiche”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei, assicurando che Teheran non si piegherà al volere americano. Le sanzioni occidentali hanno per anni schiacciato l’Iran causando un balzo dell’inflazione e una crisi del mercato del lavoro che ha innescato le proteste di massa contro il governo di Teheran all’inizio dell’anno. I leader del regime, però, non si sono arresi e hanno risposto alle manifestazioni con una sanguinosa stretta che ha portato all’uccisione di migliaia di manifestanti. L’Iran, ha quindi dichiarato Mohsen Rezaei, il numero uno del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, potrebbe rispondere con ritorsioni contro gli alleati americani nel Golfo.