Consiglio Europeo: accordo su Ets. Stallo su bilancio e flessibilità

Seconda e ultima giornata di Consiglio europeo a Bruxelles. Oggi sul tavolo ci sono la guerra in Ucraina, con la partecipazione di Zelensky, e quella in Medio Oriente. Ieri ha tenuto banco una questione molto difficile, la discussione sull’energia ma poi nella notte, dopo una giornata di stallo, è arrivato l’accordo sugli Ets. Il vertice era diventato una sorta di tiro alla fune: da una parte chi non voleva arretrare dalla transizione Green, dall’altra chi (come la presidente del Consiglio Meloni) voleva un freno alle politiche europee sulle rinnovabili.
“Il Consiglio europeo invita la Commissione Ue ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le sue misure di salvaguardia”, si legge nel testo delle conclusioni del vertice, adottate dopo un lungo scontro tra i 27. Il testo ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l’impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets”. Il Consiglio Europeo ha dunque invitato la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2 (che di fatto si affianca all’ETS originale ampliando la tassazione sulla CO₂ e prendendo di mira a monte i fornitori di combustibili e carburanti anziché i consumatori finali) in particolare sulla sua struttura e sulle misure di salvaguardia.
Centrale anche il tema della flessibilità fiscale. Meloni, come previsto, ha posto il tema, chiedendo di considerare il caro prezzi come fattore esterno determinante, sia pur entro le regole fiscali. Ad appoggiarla in maniera aperta c’è stata solo la Grecia. La presidente della commissione Ursula von der Leyen è invece tornata a sottolineare la necessità della cautela sui conti pubblici, spiegando che l‘unica misura “nel brevissimo periodo” può essere soltanto la proroga del regime degli aiuti di Stato per la crisi energetica.
Sulla questione del bilancio comunque tutti i leader, di fatto, navigano a vista, restando sulle proprie posizioni. A cominciare dal cancelliere tedesco Friedrich Merz che è tornato a chiedere nuovi tagli al bilancio rispetto a quelli già messi in campo nella nuova proposta dalla presidenza irlandese. L’intesa sul negoziato potrebbe non arrivare entro la fine del 2026.