Medio Oriente, Kornelius: “Il conflitto non è Nato”. Starmer: “Vogliamo che finisca presto”

Di diverso avviso il ministro degli esteri polacco Radosław Sikorski commenta: “Esiste una procedura per discutere tali questioni. Per quanto ne so, questa procedura non è ancora stata attivata, ma se la Nato ci chiedesse di discutere la questione, ovviamente, per rispetto e simpatia nei confronti del nostro alleato americano, la valuteremmo con molta attenzione”. Sikorski però ha sottolineato che è un po’ preoccupante che il Presidente Trump si riferisca alla Nato come “loro” o “l’Europa” piuttosto che come “noi”.
Si muove anche il Regno Unito. Il premier britannico Keir Starmer dichiara: “Vogliamo vedere questa guerra finire al più presto possibile”. Starmer ha insistito che il Regno intende muoversi “difendendo gli interessi nazionali” e “proteggendo gli alleati”, ma “non entrerà in una guerra a vasto raggio”. Ha poi riconosciuto agli Usa di aver fortemente indebolito l’apparato militare “dello spaventoso regime” iraniano, sottolineando la necessità ora di garantire per il futuro che Teheran non porti avanti progetti militari e non “continui a minacciare” i vicini.