Messico: Obrador primo presidente di sinistra

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Svolta storica in Messico, dove il leader di centro-sinistra del movimento Morena, Andrés Manuel López Obrador, ha trionfato alle elezioni presidenziali, svoltesi ieri. Una vittoria larghissima che supera il 51% dei voti, preannunciata dai sondaggi e riconosciuta da tutti gli altri candidati, ancora prima che venissero pubblicati i primi exit poll.

Gli altri due candidati più votati infatti, Ricardo Anaya, che guidava una coalizione destra-sinistra con il Pan e il Prd e il candidato del partito al governo negli ultimi sei anni, Meadeche, avrebbero ottenuto rispettivamente il 23% e il 18% dei voti. Così il Messico non ha dovuto neppure attendere le proiezioni che erano previste per le 23 ora locale (le sei del mattino in Italia) per conoscere quella che è una grandissima svolta politica.

Si tratta infatti del primo presidente di sinistra del Messico. Con un‘affluenza alle urne tra il 62,9 ed il 63,8% degli aventi diritto, oltre la metà dei messicani, stremati da criminalità e corruzione, si sono così affidati a Morena, il movimento fondato da Obrador dopo la sconfitta nelle presidenziali del 2006. Decisivo anche il voto dei giovani. Gli elettori nella fascia di età compresa tra i 18 e i 29 anni nel Paese sono 25 milioni, il 29,2% del totale.

Lopez Obrador, populista e fedele ai principi della sinistra latinoamericana, ha posto al centro del suo programma di governo una migliore redistribuzione dei redditi, la riduzione delle disparità sociali ed economiche e, soprattutto, l’opposizione alle politiche del presidente americano Donald Trump, prime fra tutte l’imposizione dei dazi commerciali e la costruzione di un muro al confine con gli Stati Uniti.

Tra i primi messaggi di congratulazioni sono arrivati gli auguri proprio del numero uno della Casa Bianca, che si è detto ansiosissimo di lavorare con il neo presidente messicano: “Sono ansiosissimo di poter lavorare con lui. C’è molto che può essere fatto per il bene di Usa e Messico”.

López Obrador, nel primo discorso tenuto dopo l’annuncio della sua vittoria, ha invitato i messicani alla riconciliazione e ha assicurato che la coalizione da lui guidata non punta a costruire una dittatura, ma a realizzare i cambiamenti promessi secondo l’ordine istituzionale esistente. López Obrador ha infine garantito libertà di espressione, imprenditoriale e religiosa ed ha ribadito il primato dei diritti consacrati nella Costituzione.

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