Trump inaugura il Board of Peace per Gaza: Riceverà 17 miliardi, 10 dagli Usa, e vigilerà sull’Onu

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inaugurato a Washington il Board of Peace per Gaza. Il capo della Casa Bianca parla di “mai niente di più potente e prestigioso” mentre snocciola i primi risultati del controverso organismo da lui presieduto a titolo personale, nell’ambito del piano di pace per la Striscia. Il board prevede fondi per oltre 10 miliardi dagli Usa, oltre 7 da alcuni Paesi membri, migliaia di soldati per la forza di stabilizzazione internazionale (Isf) offerti da cinque Paesi e una base per 5mila militari.
La sede sarà quella dell’Institute of Peace, la platea è formata dai rappresentanti di quasi una cinquantina di Paesi, alcuni con i loro premier o presidenti, come Viktor Orban e Javier Milei. Altri come osservatori, come la commissaria Ue per il Mediterraneo Dubravka Suica, l’alto funzionario del ministero degli Esteri di Berlino, e il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani per l’Italia. Assente Parigi. E anche Russia e Cina, che stanno ancora valutando l’invito ma “saranno coinvolti”, assicura il presidente.
Frecciate sono arrivate da Trump a chi non ha aderito al Board of Peace, un organismo che lui ha definito “senza pari in termini di potere e prestigio: quasi tutti hanno accettato” l’invito “e quelli che non l’hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po’ facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me”, ha detto. La reazione dei paesi membri dell’Ue finora è stata per lo più fredda o tiepida, e questo a causa dell’opaco profilo statutario dell’organismo e i timori che si sostituisca all’Onu, nonostante sia stato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad autorizzarlo.
Tra i risultati annunciati dal tycoon, i 7 miliardi promessi da Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait, oltre ai 10 degli Usa, ma per l’Onu servono almeno 70 miliardi per la ricostruzione di Gaza. Le Nazioni Unite contribuiranno con 2 miliardi di dollari per l’assistenza umanitaria mentre la Fifa raccoglierà 75 milioni di dollari per progetti legati al calcio a Gaza. Il generale Usa Jasper Jeffers, comandante della forza di stabilizzazione internazionale (Isf) nella Striscia, ha invece annunciato che almeno cinque Paesi hanno offerto i loro soldati o poliziotti: Marocco, Kazakistan, Kosovo, Albania e Indonesia (fino a 8.000 uomini). La forza inizierà ad operare nella città di Rafah, controllata da Israele, e addestrerà una nuova forza di polizia, con l’obiettivo finale di preparare 12.000 agenti e schierare 20.000 soldati.