Trump minaccia Pyongyang: faremo “fuoco e fiamme”

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Fuoco e fiamme e una vendetta che il mondo non ha mai visto. Sono le minacce del presidente americano Donald Trump in risposta alle rivelazioni dell’Intelligence Usa, secondo cui Pyongyang sarebbe riuscita, con un anno di anticipo sulle ultime previsioni, a miniaturizzare un ordigno atomico al punto da riuscirlo ad inserire nell’ogiva di un missile balistico intercontinentale (Icbm) con cui colpire gli Usa, in particolare l’isola di Guam e il resto del mondo, in un raggio di oltre 10.000 km, come dimostrato dai due lanci del missile Hwasong-14 del 4 e del 28 luglio scorsi.
“È meglio che la Corea del Nord non minacci ulteriormente gli Stati Uniti – tuona il presidente Usa – sennò faranno i conti con le fiamme ed una furia che il mondo non ha mai visto prima”. I commenti del presidente sono arrivati durante un incontro nel suo Golf Club a Bedminster (New Jersey) organizzato per discutere della crisi di oppiacei insieme al ministro della sanità Tom Price. Le parole del tycoon seguono le provocazioni giunte ieri dalla Corea del Nord, che si è detta pronta ad attaccare l’America con armi nucleari nel caso in cui Washington faccia provocazioni militari. Sempre ieri, la nazione più isolata al mondo ha detto che “in nessuna circostanza” negozierà sui suoi programmi missilistico e nucleare per i quali sabato scorso l’Onu ha imposto all’unanimità nuove sanzioni che potrebbero costarle un miliardo di dollari l’anno.
A contestare le dichiarazioni di Trump ci ha però pensato il senatore repubblicano John McCain, perché ritiene che non aiuti a stemperare le tensioni. “Obietto alle parole del presidente, perché bisogna essere sicuri si possa fare quanto si dice”, ha spiegato McCain.
Intanto tutte le opzioni per contrastare i piani nucleari di Kim Jong-un sono tornate sulla scrivania dello Studio Ovale, compresa l’opzione militare che comprende l’attacco ai siti atomici con raid aerei, da tempo messa a punto dal Pentagono ma finora ritenuta troppo pericolosa.
In tutta questa intricata e complicatissima vicenda un ruolo importantissimo è sicuramente quello della Cina, fino a oggi principale alleato e partner commerciale della Corea del Nord, alleanza che però ora vacilla proprio a causa delle continue provocazioni del regime.
E proprio mentre sale la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord, Nagasaki ricorda il 72esimo anniversario della bomba atomica sganciata dagli Stati Uniti sul finire delle Seconda guerra mondiale, tre giorni dopo quell9a che rase al suolo Hiroshima. Il sindaco della città giapponese, Tomihisa Taue, ha chiesto che Tokyo aderisca al trattato sul bando degli armamenti atomici.
Ascolta il Radiogiornale di oggi!