Ucraina, missili russi su Kiev: capitale senza acqua e luce. Parlamento Ue: via libera a risoluzione “Russia Stato terrorista”

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Kiev è sotto il fuoco russo. Le truppe di Mosca hanno lanciato un massiccio attacco missilistico sulla capitale ucraina uccidendo  – secondo un bilancio provvisorio – 3 persone, tra cui una ragazza di 17 anni, e ferendone più di 20. Nel mirino le infrastrutture critiche della città, grattacieli a Vyshhorod e case a Chabany. A causa dei bombardamenti tre centrali nucleari ucraine sono state “scollegate” dalla rete elettrica. La centrale di Zaporizhzhia è in modalità black out completo. “Non c’è luce in alcuni quartieri di Kiev. Gli esperti di energia segnalano arresti di emergenza”, ha scritto su Twitter il sindaco Vitaly Klichko che invita i cittadini a restare nei rifugi poiché l’allerta aerea continua. Il primo cittadino ha anche reso noto che dopo gli attacchi russi c’è stata l’interruzione della fornitura di acqua nella capitale.

Secondo quanto riporta Unian, il lancio di missili russi è stato segnalato anche da altre città ucraine, come Odessa e Dnipropetrovsk. Il Kyiv Independent, invece, segnala la caduta di razzi anche su Bucha, nell’oblast di Kiev. Segnalati blackout a Leopoli, rimasta interamente senza luce, e in molte regioni della Moldavia. Il Paese ha convocato l’ambasciatore russo per chiedere spiegazioni.

E mentre l’esercito di Kiev rende noto che solo oggi Mosca ha lanciato 70 missili da crociera sull’Ucraina, l’ex presidente russo Dmitry Medvedev minaccia nuovi raid, affermando che gli arsenali russi sono ancora pieni, contrariamente alle aspettative del “nemico” di un esaurimento delle scorte di missili.

Intanto via libera del Parlamento europeo sulla risoluzione “Russia Stato terrorista” in cui Mosca viene riconosciuta come “sponsor del terrorismo”. Il testo è passato con 494 voti favorevoli, 58 contrari e 44 astenuti. Hanno deciso di astenersi gli europarlamentari del M5S diffondendo una nota in cui scrivono che “in Ucraina è il momento di alzare i toni della pace mentre la risoluzione messa ai voti porta nell’opposta direzione”. Immediata la reazione di Mosca alla risoluzione del Parlamento europeo. La prima a commentare è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che sul suo canale Telegram scrive: “Propongo di riconoscere il Parlamento europeo come promotore dell’idiozia”.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che avrà un “contatto diretto” con l’omologo russo Vladimir Putin “nei prossimi giorni”.