Meloni difende il tetto degli stranieri in classe e attacca Mattarella

“Il presidente della Repubblica, quando era ministro dell'Istruzione, redigeva circolari che più o meno invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso e che quindi mi pare che sia giusto portarla avanti”.
La premier ha specificato che il tetto del 30% di ragazzi stranieri nelle classi si riferisce ai giovani e bambini “che non parlano la nostra lingua”. Limitando le classi per cui sarebbe applicabile a pòoco più di mille. E ha aggiunto: “Il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire un ghetto”.
“La scuola – aveva ricordato il capo dello Stato durante l'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice – è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. È aperta a tutti: così dispone l'articolo 34 della Costituzione”.
La prima a intervenire in difesa di Mattarella è Elly Schlein. Per la segretaria del Partito democratico, “tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l'Italia non ha assolutamente bisogno”. Dai dem intervengono anche i due capigruppo a Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, che definiscono “squallide” le parole della presidente del Consiglio contro l'inquilino del Quirinale.
Dal Movimento 5 stelle il presidente dei senatori Luca Pirondini dice: “Delle due, l'una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata e inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa”. Per Pirodini, la premier “ha deciso di avviare la sua campagna elettorale in maniera ancora più sfacciata di quanto non abbia governato in questi anni. Da qui alle elezioni saranno mesi lunghissimi e, davanti alle sparate di Meloni, molto penosi per gli italiani”.