Sanità, via libera del Consiglio dei ministri al ddl per la riforma del servizio sanitario

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Potenziare il Servizio Sanitario Nazionale, prevedendo ospedali di riferimento e più integrazione con il territorio. Questi i punti cardine del disegno di legge approvato oggi in Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci. Il ddl prevede la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e la revisione del modello organizzativo del servizio sanitario nazionale. “Con questo provvedimento vogliamo rendere il servizio sanitario più capace di rispondere ai fabbisogni assistenziali dei cittadini – dichiara il ministro Schillaci -. Per questo interveniamo sui modelli organizzativi con i nuovi ospedali di riferimento nazionale, anche per garantire una maggiore uniformità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie e per limitare la mobilità sanitaria”.

Inoltre, continua il ministro, la riforma prevede di “rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e i modelli di presa in carico, in particolare per la non autosufficienza”. L’obiettivo è quello di avere “un sistema più efficiente e moderno potenziando la tutela della salute nel rispetto dei principi di equità, continuità assistenziale e umanizzazione delle cure, valorizzando la centralità della persona”, conclude Schillaci. Il provvedimento prevede l’adozione di decreti attuativi entro il 31 dicembre di questo anno.

Stando a quanto spiega il ministero, sarà aggiornata la classificazione delle strutture ospedaliere, con l’introduzione degli ospedali di terzo livello, quali strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale utili a ridurre la mobilità sanitaria. Inoltre, saranno individuati gli ospedali elettivi ovvero le strutture ospedaliere per acuti prive di pronto soccorso dove trasferire pazienti acuti non urgenti da altre strutture ospedaliere di livello superiore. Obiettivo della riforma è anche quello di migliorare l’offerta ospedaliera con la definizione di standard minimi per i ricoveri.

In quest’ottica, si vuole potenziare il ruolo delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, anche sotto il profilo del riconoscimento del valore giuridico. Il ddl dedica anche molta attenzione all’assistenza territoriale per le persone non autosufficienti, attraverso l’indicazione di standard di personale, garanzia della continuità assistenziale e promozione della domiciliarità. Inoltre, il provvedimento intende assicurare l’aggiornamento dell’assistenza rivolta alle persone con patologie croniche complesse e avanzate e l’organizzazione delle cure palliative.

La riforma mira infine a valorizzare la bioetica clinica come strumento di umanizzazione delle cure, a rafforzare l’integrazione tra interventi sanitari e socioassistenziali e a riordinare i servizi di salute mentale. In questo contesto – spiega il ministero della Salute – si inserisce la previsione di un riordino della disciplina dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, con il fine di “rafforzare il loro contributo nell’assistenza territoriale”.