Ca’ Capretta, presidio su presunti problemi all’impianto. La società pronta alle vie legali

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Fine settimana intenso sul fronte del termovalorizzatore di Cà Capretta a Schio. Sabato si è tenuto un presidio davanti ai cancelli in via Lago di Pusiano, con alcune decine di attivisti del coordinamento “Non bruciamoci il futuro” a chiedere garanzie rispetto al funzionamento dell’impianto, dopo la pubblicazione, su una testata on line locale, di alcuni video che documenterebbero un principio d’incendio e la dispersione in aria e nel suolo di ceneri.

Viambiente – la società nata a gennaio dalla fusione Ava-Soraris – aveva risposto che si trattava di “alcune sezioni di impianto durante il loro normale funzionamento”, e che non risultavano criticità, “nemmeno provenienti da personale operante nell’impianto”, non ravvisando quindi “elementi di preoccupazione o di inquietudine”.

Sabato mattina, quindi, il presidio davanti ai cancelli di Viambiente. Una trentina le persone presenti. “Lascia quantomeno basiti, ed offende l’intelligenza dei cittadini, che la società derubrichi a ‘normale funzionamento’ un principio d’incendio, evento che in realtà richiede l’attuazione di procedure d’emergenza, o che la dispersione nell’aria e nel suolo delle ceneri leggere non faccia ravvisare ‘elementi di preoccupazione e/o inquietudine’. Come confermato da documenti presenti nello stesso sito della società – dicono perentori gli attivisti – tali ceneri sono classificate come rifiuti pericolosi perché contenenti sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione, tossiche per aspirazione, irritanti per la cute e per gli occhi, corrosive ed ecotossiche. Conseguentemente alla pericolosità di tali scorie, le prescrizioni di funzionamento dell’impianto, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, impongono che la loro raccolta, movimentazione e stoccaggio avvengano evitando sversamento e dispersione nell’ambiente, utilizzando contenitori a tenuta e ponendo ‘la massima attenzione al fine di contenere ogni possibile trasporto eolico delle polveri’.  Che dire dunque di quelle immagini che mostrano come queste prescrizioni siano disattese, mettendo a rischio la salute di coloro che nell’ inceneritore ci lavorano, e di quanti, a diverso titolo, si trovano ad essere in prossimità di questo sito, o al suo interno, come, ad esempio, le tante scolaresche che ogni anno visitano l’Impianto? E se queste immagini rappresentano il ‘normale funzionamento’, in che modo dovremmo sentirci rassicurati?”.

Sul fatto avevano chiesto chiarimenti anche le firme sindacali di base e due settimane fa il coordinamento ecologista Covepa ha indirizzato ai carabinieri forestali di Recoaro-Valdagno una denuncia contro ignoti.
Il Comitato l’anno scorso ha raccolto più di quattromila firme contro l’ampliamento dell’inceneritore di Ca’ Capretta, “fonte sicura di inquinamento, di emissioni climalteranti e, non da ultimo, voragine certa di una valanga di euro sottratti a una possibile gestione virtuosa dei rifiuti che quotidianamente produciamo. Di fronte alle cittadinanze che ci hanno finora sostenuto, abbiamo il dovere di dire basta all’omertà, alle connivenze politiche ed economiche, all’ecologismo di facciata, alle polveri tossiche rivendute come zucchero a velo, agli equilibrismi ipocriti tra maggioranze e opposizioni delle amministrazioni comunali, alla narrazione mendace di chi spaccia per ‘bene pubblico’ un inceneritore vetusto, nocivo, e già infiocchettato come regalo natalizio da recapitare a Hera & co. dal corriere Amazon di turno. Da sindaci e amministratori delegati non pretendiamo più nulla: da oggi faremo sentire la nostra voce in piazza, di fronte all’inceneritore, vicino a ogni cassonetto ‘intelligente’, vicino a ogni sacco di rifiuti, caricato a braccia dagli addetti alla raccolta, sotto la pioggia o nella canicola estiva” concludono gli attivisti.

Il termovalorizzatore di Ca’ Capretta a Schio

Viambiente: “Nessun principio di incendio”. E minaccia azioni legali
Sui presunti incidenti, una nota ufficiale di Viambiente ribadisce “che le immagini citate si riferiscono a normali attività di funzionamento e manutenzione straordinaria dell’impianto” e che “le ricostruzioni fornite non corrispondono alla realtà dei fatti, in particolare per quanto riguarda l’ipotesi di un principio d’incendio, evento che non si è verificato. La società opera nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza, ambiente e tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini, sotto monitoraggio costante di Spisal e Arpav in base ai piani emanati dalla Regione”. “ViAmbiente -afferma poi lapidaria la nota – si riserva di tutelare la propria immagine e il proprio operato in ogni sede opportuna nei confronti di chiunque diffonda informazioni false o fuorvianti riguardanti la sicurezza dell’impianto e la salute delle persone”.

La replica del coordinamento
“Ribadiamo il nostro diritto e la nostra ferma volontà ad ottenere spiegazioni chiare, esaurienti e documentate di quanto accaduto, a tutela della salute di chi lavora nell’impianto e di quanti vivono nel territorio cirostante” replica una nota del coordinamento Non bruciamoci il futuro. E chiede di sapere “se la società smentisce o conferma che le polveri che nelle immagini fuoriescono da una conduttura danneggiata e si spargono nell’ambiente sono effettivamente le ceneri leggere provenienti dall’elettrofiltro” e se “smentisce o conferma che a tale materiale, classificato con il codice EER 19.01.13* ‘ceneri leggere contenenti sostanze pericolose’, è attribuito un codice con caratteristica di pericolosità relativa a sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione, tossiche per aspirazione, irritanti per la cute e per gli occhi, corrosive ed ecotossiche”. Chiede anche di sapere quando sono stati effettuati i controlli Arpav e Spisal e se l’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto prescriva “di porre la massima attenzione al fine di evitare ogni possibile trasporto eolico delle polveri, che dovrebbero inoltre essere conservate in contenitori che ne garantiscano la tenuta”.

La prima assemblea di Viambiente
Oggi peraltro si accavallano diversi appuntamenti nei quali saranno trattate le questioni legate a Viambiente e al termovalorizzatore. Alle 18 è infatti in programma la prima assemblea dei soci di Viambiente, nella quale il presidente Giovanni Cattelan aggiornerà i soci sulle interlocuzioni con i Comuni di Schio e Torrebelvicino (da vedere se i due Comuni saranno presenti essendo ancora parte di Viambiente, come sostiene la società, oppure se saranno assenti in quanto si ritengono “fuori” dlla stessa). Alla stessa ora è in programma anche il Consiglio comunale di Schio, con all’ordine del giorno anche una domanda di attualità dei gruppi consiliari del Partito Democratico, Coalizione Civica Schio e Una Nuova Trama proprio sulla convocazione della prima assemblea di ViAmbiente.

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