Nuovo direttore in Diabetologia: è la dottoressa Miola, con 25 anni di esperienza in Ulss

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Il dg di Ulss 7 Carlo Bramezza e la nuova responsabile in Diabetologia Marina Miola

Cambio della guardia tra colleghi di reparto in Diabetologia per il dipartimento afferente al Distretto 2 dell’Ulss 7 Pedemonatana. A prendere il posto apicale di guida del reparto Uos tra ospedale di Santorso e Casa della Salute di Schio ex De Lellis, prima affidato al dottor Francesco Calcaterra poi promosso ad altri incarichi. La dottoressa Marina Miola è dunque il nuovo direttore per l’area Altovicentino, passando dal ruolo di facente funzione all’incarico ufficiale dopo la nomina di queste ore del Direttore Generale di Ulss 7, Carlo Bramezza.

Si tratta di una dirigente medico vicentina, originaria di Valli del Pasubio e residente a Schio con già 25 anni di carriera alle spalle nelle diverse aziende sanitarie che si sono succedute nel tempo nel bacino di utenza dell’Altovicentino, da Ulss 4 a Ulss 7. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, qui ha conseguito la Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, per poi approfondire la sua formazione con diversi corsi specifici. Inoltre, con il prof. Tiengo e con il prof. Avogaro ha partecipato alla pubblicazione di lavori su diverse riviste scientifiche internazionali, ha presentato lavori ai Congressi ed è stata vincitrice  di un premio per un lavoro scientifico presentato alla Società Italiana di Diabetologia.

Nel 1999 ha iniziato a lavorare all’ospedale di Schio. Nella sue esperienza professionale di medico anche l’ambulatorio dedicato alle donne con diabete in gravidanza o patologie endocrine (di cui è stata responsabile) collaborando con il reparto di Ostetricia dell’ospedale di Santorso. Miola ha seguito inoltre i pazienti con diabete tipo 1 nella fase di transizione dall’ambulatorio di pediatria a quello dell’adulto e si è occupata dell’ambulatorio dedicato alla tecnologia (microinfusori per insulina e sensori per il glucosio), oltre che di educazione terapeutica nel paziente diabetico, organizzando campi scuola per adolescenti e giovani in collaborazione con l’Associazione diabetici Alto Vicentino e corsi di educazione per pazienti adolescenti e adulti. Parallelamente ha collaborato alla stesura dei piani diagnostico-terapeutici assistenziali dell’Ulss 7Pedemontana per la presa in carico dei pazienti con diabete e nodulo tiroideo e alla definizione del “percorso obesità”.

Il servizio di Diabetologia si è sempre distinto come un servizio territoriale – sottolinea la dott.ssa Miola – che opera in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, con i quali vi è un dialogo tramite il teleconsulto attivo tutti i giorni e che ci permette di condividere problematiche e terapie garantendo l’accesso alla cura agli utenti diabetici. Parallelamente molto importante è la collaborazione da una parte con l’ospedale per garantire le cure opportune quando necessario, dall’altra con le associazioni, con cui realizziamo iniziative di prevenzione ed educazione alla gestione della malattia. Una particolare attenzione vi è anche per le donne in gravidanza, attraverso l’ambulatorio per il diabete pregestazionale e gestazione, in stretta collaborazione con l’Ostetrica e Ginecologia di Santorso, e per gli adolescenti con diabete di tipo 1. Inoltre nel nostro servizio sono attive anche una sezione dedicata al piede diabetico e all’oculistica per la cura delle complicanze. Tutte queste attività sono rese possibili grazie ad un team affiatato di medici, infermiere, dietiste, podologa, psicologa, personale amministrativo e associazione diabetici“.

L’ingresso della Casa della Salute di Schio

“Auguro alla dott.sa Miola buon lavoro – commenta il Direttore Generale Carlo Bramezza – in un incarico che è di grande responsabilità, considerando che nel solo Alto Vicentino sono oltre 8 mila i pazienti diabetici in carico presso i nostri servizi, ai quali diamo assistenza in ogni fase, dalla prima diagnosi all’educazione alla terapia e allo stile di vita corretto,
passando quindi per i controlli periodici, il tutto con una stretta integrazione tra ospedale e territorio”.