Il dramma della solitudine a Valli: Dal Zotto rifiutò l’aiuto degli assistenti sociali

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L'abitazione dove è stato rinvenuto l'uomo

Nel 2018 in Veneto si può morire di solitudine ed inedia. Si può vivere e morire di stenti, isolandosi in un limbo, in una “terra di nessuno” del disagio dalla quale né i servizi sociali del Comune dove si vive né quello in cui si ha la residenza riescono a strapparti. Aveva rifiutato infatti qualsiasi aiuto Walter Dal Zotto, il 42enne il cui cadavere parzialmente mummificato è stato trovato mercoledì da un ufficiale giudiziario in una casa a Valli del Pasubio in contrada Molin Maso. La morte, dovuta quasi certamente a cause naturali, risalirebbe a parecchi mesi fa, forse otto o forse solo 5-6 mesi. Sul fatto il pubblico ministero Hans Roderich Blattner nei prossimi giorni valuterà se aprire un fascicolo d’inchiesta.

L’uomo era ufficialmente residente a Schio ma da una quindicina d’anni abitava nella casa acquistata dalla famiglia a Valli del Pasubio e finita all’asta nei mesi scorsi per 27 mila euro. Nel momento in cui l’ufficiale giudiziario con un aspirante acquirente ha aperto la porta si è trovato di fronte ad un grande disordine: Dal Zotto è stato trovato semi mummificato seduto sul divano.

Solitario, schivo, diffidente ma anche gentile, aveva vissuto in questi anni in grandi ristrettezze economiche: più di qualche valligiano gli aveva fatto fare dei lavoretti e aveva partecipato anche ad incontri pubblici sull’orticoltura promossi dal Comune. Fino al settembre scorso scendeva a volte a Schio dove l’anziana madre lo riforniva con un po’ di spesa. Il suo declino e l’isolamento totale sono sopravvenuti probabilmente proprio con la morte di questa. Impossibile sapere quali stati d’animo, quali fragilità, si nascondessero dietro a questa vista solitaria, ma sembra che l’uomo avesse rifiutato anche l’aiuto offerto dagli assistenti sociali del Comune di residenza. Il padre, che vive al Tretto di Schio, non ha voluto saperne di parlare con i giornalisti.

“Una vicenda che ci rattrista molto. Ho saputo di questa situazione – commenta l’assessore al sociale del Comune di Valli del Pasubio, Paolo Pianegonda – solo due giorni fa. La sua situazione non è mai stata presa in carico dal nostro Comune in quanto Dal Zotto era residente a Schio. Quando ci sono arrivate delle segnalazioni da parte di una vicina abbiamo messo in campo tutte le azioni di prassi in questi casi, avvertendo il Comune di Schio, che so essersi mosso. Lui a volte rifiutava anche il piatto di pasta che gli veniva offerto da qualche vicino. Purtroppo ci son dei limiti di libertà di ogni persona oltre i quali come istituzioni non ci possiamo spingere. Si sono verificare circostanze che sono sfuggite al controllo di tutti. E’ una vicenda tristissima da cui non possiamo non trarre qualche insegnamento per il futuro”.

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