Figc, Gabriele Gravina si è dimesso. Lascia anche Gigi Buffon

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Alla fine sono arrivate. Gabriele Gravina ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, e ha indetto per il 22 giugno l’assemblea Figc che dovrà eleggere il suo successore.

Molti i nomi per la carica, fatti da stampa ma anche da addetti ai lavori. Per la successione sembrano in corsa, più di tutti, l’ex Presidente del Coni Giovanni Malagò, spinto dalla serie A, e Giancarlo Abete, che aveva già ricoperto il ruolo dal 2007 al 2014 e di cui si era fatto già il nome dopo Euro 2024, con l’Italia eliminata agli ottavi di finale dalla Svizzera. Attenzione anche a Matteo Marani, Presidente della Lega Pro. Più defilato Demetrio Albertini, sponsorizzato dai calciatori.

Nel corso della riunione, e come riportato dal comunicato delle dimissioni della Figc, Gravina “si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”.

Lascia anche Buffon. Il capo delegazione della Nazionale Gianluigi Buffon ha rimesso il suo mandato, due giorni dopo l’esclusione dell’Italia dai Mondiali e lo ha fatto con un lungo messaggio su Instagram: “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.