A Mancini affidata la rinascita della Nazionale

La rinascita della Nazionale di calcio affidata a Roberto Mancini. Ieri conferenza stampa di presentazione del nuovo ct insieme al direttore tecnico Claudio Ranieri. A introdurre i due nuovi protagonisti, il presidente federale Giovanni Malagò, che ha deciso le due nomine dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo conseguenti al mancato arrivo sulla panchina azzurra, di Andrea Pirlo, testimonial di Fonbet, una controversa società di scommesse sportive russa, nota per avere legami con il regime del presidente Vladimir Putin.
In apertura di conferenza sono subito arrivate le scuse del Mancio per la rottura del 2023 con la Nazionale. “Io credo che allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Probabilmente se ci fossimo parlati a 4 occhi in quel momento, sarebbe cambiato tutto, ma è andata così. Sono molto dispiaciuto”.
Poi una dichiarazione d’amore nei confronti della Nazionale. “Per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante e credo che sia un po’ come quando da innamorato perdi la donna della tua vita. Vuol dire che hai sbagliato, vuol dire che hai fatto degli errori. Non importa quanto tu sia stato bravo in passato, vuol dire che hai commesso qualcosa che non andava fatto. Di questo mi dispiace tanto, però adesso la sorte grazie al presidente Malagò mi da la possibilità di potermi rifare, quindi cercherò di fare il massimo per riportare la Nazionale di calcio dove merita”.
Come si cancella il 2023? “Io cercherò di mettere in campo una squadra che proverà a fare quanto fatto anni fa, i giocatori ci sono e gli va data fiducia. Cercheremo di giocare bene”. A chi gli chiedeva quanto potrebbe durare questa sua nuova avventura azzurra, Mancini ha risposto: “Quando sono arrivato la scorsa volta, sono stato cinque anni che sono tanti, e questo è il ruolo che più mi piace: abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di vincere un trofeo o due e poter rimanere anche dopo”.
Insieme a Roberto Mancini anche il nuovo Dt della Nazionale, Claudio Ranieri, ha parlato in conferenza stampa del suo nuovo incarico: “E’ il coronamento della mia carriera. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo. Voglio far rinnamorare i tifosi azzurri, soprattutto i bambini e questo lo si può fare abbassando i prezzi”. Poi una riflessione sullo stato dell’arte partendo dalle Nazionali giovanili: “Le giovanili stanno lavorando bene perchè vincono tanto, è l’ultimo salto che è difficile, bisogna capire cosa fare e come fare per permettere al ct di poter scegliere. Siamo bravi tatticamente, all’estero la tattica non viene così esasperata come noi, dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale”.
Per Ranieri: “Squadre piene di stranieri, non va bene”. Il dt non nasconde che uno dei problemi fondamentali è che “ci sono tanti ragazzi che andrebbero sviluppati dandogli la possibilità di giocare. Io ricordo che tanti anni fa ce n’erano, magari perché in Europa c’era il blocco per cui non potevano circolare più di due stranieri. Adesso invece ci sono squadre che sono piene di stranieri e questo non va bene”. “Mi auguro però che tutte le componenti di serie A e di serie B possano permettere alle proprie squadre di far giocare più giocatori italiani”.
Ranieri ha quindi chiesto collaborazione a tutti gli attori del sistema calcio: “Vorrei che i presidenti dei club capissero che abbiamo bisogno di tutti, soprattutto gli allenatori dovranno capire perché a loro naturalmente potrebbe non far piacere se portiamo via i giocatori per gli stage. Dobbiamo darci una mano se vogliamo l’Italia in grande stile”.
Nessun pentimento di Ranieri per il NO alla Nazionale quando era alla Roma. “Ogni volta che ho deciso con il cuore non mi sono mai pentito e neanche questa volta, non potevo interrompere un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore. Non potevo farlo, ci sarebbero stati conflitti di interesse notevolissimi in Italia e a malincuore sono stato costretto a dire di no”.