L’Inter ne fa 21! Scoppia la festa scudetto a San Siro

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Le reti di Thuram e Mkhitaryan al Parma fanno scoppiare di gioia San Siro e fissano sulle maglie dell’Inter lo scudetto numero 21, con tre giornate d’anticipo sulla fine del campionato. A San Siro l’atmosfera a inizio gara è surreale tra voglia di far festa e scaramanzia per un traguardo a portata di mano.

Quello che sembra crederci di più in campo è un Nicolò Barella scatenato alla ricerca della giocata decisiva. Non a caso la prima grande occasione nerazzurra ha la sua firma, con una traversa clamorosa centrata su assist di Pio Esposito, miracolosamente rimessosi in sesto. Quando il match sembrava avviarsi con un nulla di fatto verso l’intervallo, Marcus Thuram segna per la quinta partita consecutiva e quel solo punticino che serve per festeggiare, è molto più vicino.

Nel secondo tempo l’Inter cerca senza ossessione il secondo gol, ma il Parma non sembra intenzionato a lasciargli campo libero, né a fare la parte del comprimario. A metà secondo tempo entra uno scalpitante Lautaro Martinez al posto di Thuram, con lui anche Carlos Augusto per Bastoni e Mkhitaryan per Zielinski appena ammonito. Scattano i primi abbracci e tanti sorrisi, ma si rischia anche un calo di concentrazione, ma le urla di Chivu riportano tutta alla realtà e finalmente arriva il 2-0 di Mkhitaryan. Il sogno diventa realtà e la curva scandisce il nome di Mr. Chivu che dopo 88 anni, ha vinto lo scudetto da allenatore dopo averlo vinto da giocatore, sempre in nerazzurro.

Al triplice fischio scoppia la festa a San Siro. I giocatori si raccolgono in un abbraccio corale sotto una pioggia di coriandoli, mentre i tifosi sugli spalti intonano: “siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi”. In campo anche il presidente Giuseppe Marotta e tutti i dirigenti. Poi tutti sotto la Curva Nord, con Mr Chivu, che acclamato, indica i giocatori, a voler dire che il merito del successo è soltanto loro. Ed è festa anche in piazza Duomo, nel centro di Milano, tra fumogeni, bandieroni e cori.

Per Chivu è il primo scudetto da allenatore nella prima annata alla guida dell’Inter. Avventura iniziata in modo barcollante tra mille sospetti e pochi che ci credevano, ma lui a testa bassa, è stato in grado di risollevare un gruppo che sembrava al capolinea e si è portato a casa un titolo strameritato. E’ il secondo ex giocatore dell’Inter a riuscirci dopo 88 anni, ma la gloria la divide con la squadra: “Il merito è di questi giocatori che hanno dovuto subire la narrazione dell’anno scorso, la delusione, gli sfottò di chi cerca sempre di denigrare questa squadra. E’ una pagina importante della storia di questa grandiosa società”.

A godersi lo scudetto numero 21 è soprattutto Nicolò Barella, capitano dell’Inter fino al rientro di Lautaro in campo: “Era il nostro obiettivo, ne avevamo altri ma ci sta che si lasci qualcosa per strada. Ora ne abbiamo un altro, ma intanto dobbiamo godercela perché questo è un grande traguardo”, riferendosi alla finale di Coppa Italia il 13 maggio. “Si attraversano momenti difficili, l’anno scorso siamo arrivati vicini a tutto e non abbiamo vinto niente – ricorda ancora Barrella -. Ma bisogna sempre rialzarsi. Devo ringraziare tutti, i ragazzi, la società. Mi hanno aiutato anche nei momenti difficili e io cerco sempre di ripagare in campo”.

Lautaro Martinez parte da lontano per spiegare cosa significa aver vinto con l’Inter il terzo scudetto della sua carriera. “Oggi è tutta felicità, è frutto di tutto il lavoro fatto. Abbiamo sofferto tanto, non era semplice ripartire dopo la stagione scorsa, che è stata molto dura perché abbiamo perso tutto. Magari all’inizio non ci davano così tanto favoriti ma abbiamo lavorato tantissimo e siamo riusciti a fare qualcosa di importante”.

Poi su Chivu ha detto: “Ha portato nuove energie, entusiasmo. Anche con Simone abbiamo fatto quattro anni impressionanti, quest’anno ci serviva magari un cambio d’aria perché era scritto così. Dopo quella finale è arrivato il mister e ci ha dato nuove energie, dentro al gruppo ha portato il sorriso a tutti, anche in allenamento. Spazio in bacheca? Lo spazio si fa sempre, quando vinci la cosa più importante è voler continuare a vincere. Questa è la mia mentalità ed è la mentalità dell’Inter, sono felice e orgoglioso di vestire questa maglia”.

E mentre l’Inter fa festa e il Napoli è quasi sicuramente secondo, si infiamma la corsa agli altri due posti Champions. Cade il Milan sconfitto 2-0 dal Sassuolo. La Juventus è costretta al pari casalingo da un Verona già retrocesso. Oggi la Roma alle 20:45 si gioca l’occasione di accorciare le distanze in casa con la Fiorentina. Alle 18:30 in campo Cremonese-Lazio.