Bacino dell’Astico: al via l’opera da 70 milioni per la difesa idraulica

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Ha preso ufficialmente il via l’atteso cantiere per la realizzazione del bacino di laminazione sul torrente Astico tra Breganze e Sandrigo. Un’infrastruttura imponente, dal valore di oltre 60 milioni di euro per il primo e secondo stralcio, nell’ambito di un quadro di interventi complessivo di oltre 73 milioni di euro, pensata per mettere al riparo dal rischio esondazioni un’ampia porzione della parte a est della provincia di Vicenza.

“Si tratta di un intervento importante atteso da circa 10 anni e che va a completare il disegno strutturale della Regione Veneto per mettere in sicurezza i centri abitati e tutelare la parte est e sud del territorio – ha dichiarato Marco Zecchinato, assessore regionale a Enti Locali e Governbo del Territorio – Un piano organico che ci vede al lavoro parallelamente anche a Montebello e in altri bacini di minore dimensione”.

L’infrastruttura sul torrente Astico rappresenta un tassello cruciale all’interno del programma. Un’opera fortemente voluta ma dall’iter complesso, segnato in passato da ricorsi e ostacoli burocratici che ne hanno rallentato la partenza, giunta ora alla fase operativa dopo i primi avvii di cantiere dello scorso aprile.

Presentato nei dettagli da Vicenzo Artico, ingegnere del genio Civile del Veneto, l’intervento consiste nella realizzazione di un invaso con una capacità complessiva di contenimento fino a 5 milioni di metri cubi d’acqua. In occasione delle piene eccezionali, il sistema idraulico viene aperto consentendo l’inondazione controllata di aree agricole dedicate, trattenendo la massa d’acqua per evitare che travolga i centri abitati e le città.

I lavori, avviati ufficialmente il 13 aprile 2026, avranno una durata complessiva prevista di circa 2 anni e mezzo, con conclusione entro maggio 2029. Tuttavia, già tra un anno il bacino sarà parzialmente utilizzabile in caso di emergenza idraulica. Oltre alla funzione di difesa dalle piene del bacino di laminazione, il progetto ha anche una valenza ecologica: consente infatti la messa in sicurezza di una discarica esausta di rifiuti solidi urbani e la riqualificazione ambientale di un’area degradata.

“Si tratta di un’opera fondamentale per la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini – dichiara l’assessora al Clima e alla Protezione Civile della Regione Veneto Elisa Venturini –. Interveniamo in modo concreto per ridurre il rischio idraulico, ma allo stesso tempo trasformiamo criticità pregresse in opportunità, recuperando cave dismesse e restituendole a una funzione ambientale strategica. Il riuso delle ex aree estrattive rappresenta un modello virtuoso: non si consuma nuovo suolo, ma si valorizzano spazi già compromessi trasformandoli in infrastrutture utili alla difesa dell’ambiente. Il Veneto continua a investire in opere strutturali per affrontare le sfide del cambiamento climatico, integrando ingegneria, prevenzione e rigenerazione”.

“E’ un’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova – ha continuato Elisa Venturini – Il bacino di laminazione sull’Astico è uno degli interventi attraverso i quali la Regione del Veneto sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi. Prevenire significa intervenire prima che l’emergenza si verifichi, realizzando infrastrutture in grado di proteggere le persone, le abitazioni e le attività economiche”.

Secondo il sindaco di Breganze Alessandro Crivellaro, “Il bacino di laminazione ha un’estrema importanza per salvaguardare il territorio, rispondendo alle attese delle comunità locali che da un decennio attendevano la partenza definitiva dei lavori”.

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