La minoranza punta al futuro: “Sostenere la scuola dell’infanzia per sostenere il paese”

A Caltrano l’opposizione prova a ribaltare un luogo comune duro a morire: che “minoranza” significhi soltanto critica, muro contro muro, contrapposizione sterile. Lo fa scegliendo un terreno che tocca direttamente la vita delle famiglie, quello dell’educazione dei più piccoli, e presentando una proposta concreta, misurabile, immediatamente attuabile.

È con questo spirito che la capogruppo Anna Campese, insieme ai consiglieri Elia Sola e Nicola Zenari, ha depositato in questi giorni la mozione consiliare numero 1, chiedendo al Comune di garantire un contributo ordinario fisso di 15mila 500 euro alla scuola dell’infanzia San Giuseppe Operaio per il 2026 e per ogni annualità del mandato. Una proposta che affonda le radici in un quadro normativo preciso. Nel testo si richiama infatti l’articolo 31 della Costituzione, secondo cui “la Repubblica protegge l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”, e l’articolo 34, che stabilisce che “l’istruzione è aperta a tutti”. La mozione cita inoltre la Legge 62/2000, che riconosce il ruolo delle scuole paritarie nel sistema integrato, e il decreto legislativo 65/2017, che affida agli enti pubblici compiti di programmazione e sostegno per la fascia 0-6 anni.

La scuola dell’infanzia di Caltrano, dal 2020 priva della presenza delle suore che per decenni ne hanno rappresentato un riferimento, continua a garantire un servizio essenziale, ma affronta nuove esigenze educative, organizzative e strutturali con qualche ritocco al rialzo delle rette che – ammettono dall’opposizione – si inserisce in un contesto già poco agevole per le famiglie: “L’investimento nell’educazione dell’infanzia costituisce una priorità strategica per la crescita della comunità”, si legge nella mozione. La capogruppo Campese non nasconde l’auspicio che la proposta venga accolta senza fratture: “Confidiamo nel sereno accoglimento da parte di tutta la maggioranza – spiega la consigliera – i bambini sono la linfa di un paese che va tenuto vivo, oltre che attrattivo. Sostenere la scuola dell’infanzia significa sostenere le famiglie, e quindi il futuro della nostra comunità”. Un messaggio che punta dritto al cuore del dibattito pubblico locale. E in un momento in cui i costi dei servizi educativi pesano sempre più sui bilanci familiari assieme a tante altre voci che rendono complesso il bilancio specie di chi ha più figli, garantire un contributo stabile può rappresentare un sollievo concreto e diretto oltre che un segnale politico forte.

Una mozione – argomentano ancora dall’opposizione – che richiamerebbe anche gli impegni programmatici dell’attuale Amministrazione caltranese al tempo delle “promesse elettorali” dove istruzione, politiche sociali e sostegno alle famiglie erano stati indicati come priorità del mandato. La minoranza, in sostanza, chiede coerenza: trasformare le intenzioni in atti amministrativi.

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