Francesco Lorenzi (The Sun): “Il vero virus è l’indifferenza e la mancanza di empatia”

«Negli ultimi giorni alcune persone hanno sottolineato il mio silenzio rispetto alla situazione generatasi con la diffusione del #covid19 o #coronavirus. “Dovresti dare dei segnali, fare qualcosa: non vedi quanti artisti stanno utilizzando i social giorno e notte, dando tutti lo stesso messaggio Perché tu non lo fai? E i The Sun? Non è da voi.».
Inizia così un lunghissimo post su Facebook di Francesco Lorenzi – voce fondatore della rock band cristiana vicentina dei The Sun –  per spiegare il suo punto di vista. Un post che sta ora diventando virale il cui succo potrebbe essere: il vero virus non è il Covid-19 ma l’indifferenza, l’individualismo e pure l’applauso facile.
Per spiegare il suo profondo punto di vista, il frontman dei The Sun racconta un’esperienza vissuta in questi giorni in pieno centro a Bassano del Grappa: l’incontro con una persona in difficoltà che chiedeva l’elemosina  – in piena emergenza-virus – nel mezzo dell’indifferenza dei passanti.

Negli ultimi giorni alcune persone hanno sottolineato il mio silenzio rispetto alla situazione generatasi con la…

Pubblicato da Francesco Lorenzi su Domenica 15 marzo 2020

«La nostra società non concepisce l’idea di collettività e di fraternità, perché il dio-individuo è il centro. E se è vero che il rispetto e il valore dell’individualità è una delle buone basi culturali della nostra civiltà, la sua estremizzazione devasta tutto. Non servono le prove: le abbiamo davanti agli occhi, ma voltiamo lo sguardo fintantoché l’acqua non ci tocca la gola, cioè fino a quando non giunge la paura della nostra morte e del collasso di un sistema. Serviva uno stramaledetto virus per dimostrarlo».
Per questo, spiega, «non sento il bisogno o il dovere di ripetere indicazioni che vengono ribadite da chiunque, compresi personaggi noti e influenti. Sapete che sono allergico alle prese di posizione dove l’unica opzione è l’applauso. Perché parte di queste persone non direbbe assolutamente nulla se non si trattasse di qualcosa che di per certo farà aumentare le visualizzazioni, incrementare i follower, ottenere un’ovazione collettiva e un più alto gradimento del pubblico. Noi piccoli #TheSun, insieme ad alcuni altri colleghi cari ma rari, da anni parliamo quando molti “grandi” tacciono, difendiamo chi è debole quando il sistema attacca, denunciamo quando i media stanno in silenzio, sosteniamo con costanza progetti e persone che fanno il bene sempre, non solo quando la massa si trova a fronteggiare una pandemia. Gli ultimi anni della nostra vita sono ciò che scrivo».
«La morte che dilaga sul nostro pianeta da decenni, e non mi riferisco al Covid-19, – aggiunge Lorenzi – è causata da terribili incoscienze politiche e spirituali; è una morte che si serve del virus letale dell’indifferenza e della mancanza di empatia e carità; si nutre di ciò che il cristianesimo definisce “peccato originale”. Quella disposizione oscura che insidia ogni uomo dall’interno e lo spinge a pensare di poter fare e disfare avidamente senza limiti sostituendosi a Dio. Un male che attecchisce in ognuno di noi quando dimentichiamo di coltivare la fraternità nelle nostre relazioni, azioni e progetti quotidiani. Quando calpestiamo l’empatia e la fraternità dall’uomo, la morte ha la meglio. Punto».
«Sono forse troppo ottimista – scrive ancora Lorenzi – se continuo a pensare che non sia necessaria una pandemia per ricordare che siamo una cosa sola, che tutto è interconnesso, che vivere in uno stato di pericolo di vita è devastante? Eppure, molti fratelli, anche vicini a noi, vivono queste tragedie costantemente senza che la stragrande maggioranza di noi se ne curi, senza che grandi personaggi televisivi e i mitici cantanti si espongano per loro. #celafaremo è un concetto che deve sostenere costantemente tutta la nostra vita, non solo quando ci sentiamo in pericolo. Quel “ce la faremo” dipende sostanzialmente dalle scelte più o meno empatiche che facciamo ogni benedetto giorno, non solo mentre ci è chiesto di stare a casa per evitare che il contagio dilaghi».
Chapeau!