Due panchine rosse e un incontro per ribadire il no alla violenza sulle donne

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Sedersi in panchina per… scendere in campo. E se la panchina è pubblica e verniciata di rosso tanto meglio. Sarcedo abbraccia la campagna “Stop alla violenza sulle donne” inserendosi fra i circa cinquanta comuni italiani che in questi giorni stanno disponendo (o adattando) gli arredamenti urbani dedicati alla sosta e al relax dei propri cittadini in punti strategici del territorio. Verniciandoli di rosso come simbolo, ma anche monito, della campagna di sensibilizzazione mirata a dire no al femminicidio e sì alle pari opportunità tra i generi. Un’iniziativa che sta coinvolgendo su larga scala un vasto numero di località dopo che, poco più di un anno fa in Sicilia, le prime pennellate di colore si mischiarono a qualche lacrima nel ricordo di donne vittime di abusi, privazioni e umiliazioni.

L’amministrazione comunale di Sarcedo, guidata dal primo cittadino Luca Cortese, oltre ad aver accettato di far parte della prima linea nella campagna di informazione e sensibilizzazione, ha realizzato subito una “doppietta”: due le panchine, una in via Roma di fronte al Municipio e l’altra in Piazza Vellere in prossimità della biblioteca civica. Due luoghi d’incontro, due cuori e menti pulsanti, anche qui ragionando per simboli, della comunità sarcedense. Raccolto così l’appello lanciato dagli Stati Generali delle Donne, una sorta di forum nato nel 2014 e che coinvolge ora migliaia di persone attive in Italia.

Un atto concreto che s’inserisce nel percorso che porta a venerdì 25 novembre, ormai alle porte, data indicata come Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Fra le tappe di avvicinamento a Sarcedo anche un incontro pubblico, stasera a partire dalle 20.30 (in Villa Ca’ Dotta presso la sala del caminetto in via Roma), con l’avv. Agron Xhanaj ad aprire un dialogo sul tema, mettendo in gioco le sue esperienze negli ambiti del diritto di famiglia e minorile oltre che come promotore di una modifica legislativa sul reato di stalking.

Così recita un cartello apposto su una delle panchine: “Qui siede chi guarda se non con occhi dell’amore, chi non possiede ma abbraccia, chi non giudica ma accoglie e chi non fa spazio alla violenza”.

 

 

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