Leone alato, dopo la polemica la replica di Chemello: “Speravo suscitasse orgoglio”

Italia paese di santi, poeti e navigatori, ma anche di inguaribili commentatori. Il leone alato che da qualche giorno fa mostra di sé in quel di Sarcedo, frutto di una convenzione trilaterale fra comune, provincia e Tramarossa, ha suscitato un vespaio di reazioni tra apprezzamento e malumori. Inevitabile la replica del Ceo dell’azienda del rinomato marchio italiano di jeans e abbigliamento di lusso, Roberto Chemello, portavoce di un sincero rammarico suo e di tutta la famiglia di fronte a tanta polemica. Riceviamo e pubblichiamo le sue parole.

“Cari compaesani,
intervengo a nome della mia famiglia nella discussione che si è creata intorno alla rotonda.
Potrei banalmente dire che bene o male importante che se ne parli, ma non è così.
La nostra intenzione e il nostro lavoro è “fare cose che piacciono”, così come le collezioni
anche per questa installazione di design. Se non raggiungiamo l’obiettivo di piacere saremo noi stessi, alla scadenza della convenzione, a riportare il Leone dentro la nostra proprietà.
Ma c’è di più, sempre nelle nostre intenzioni quel “Leone Alato Rosso” è portatore di energia e di positività. La storia della mia famiglia e nota e comunque la si pensi, in quella fabbrichetta dove Urbano ha iniziato come sarto con Antonietta, ancora oggi 2026 dopo 60 anni si progettano e si spediscono Jeans in 60 paesi al mondo.

Allora, se per lavoro o piacere qualcuno passeggiando davanti alle boutique più famose al
mondo, da Tokio a New York passando per Oslo e San Paolo, avrà l’occasione di vedere quel
leoncino rosso in vetrina vicino ai jeans Tramarossa, forse gli verrà un pizzico di orgoglio che dice: quei jeans vengono dal mio paesino. Concludo con un pensiero personale: la vita è davvero troppo corta per arrabbiarsi per “la rotonda di Via Granezza”, meglio fare come
i ragazzi e le ragazze che passando a seconda dei gusti commentano “varda che figata o varda che cagata”. Auguro tutto il meglio al nostro fantastico paese. Evviva Sarcedo”. Roberto Chemello

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