“So che ti manco”, al Pet Carpet il corto di Giulia Brazzale per ricordare Scott

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Un legame unico, fatto di passeggiate senza guinzaglio per le vie di Roma, scorrazzate tra i banchi di Campo dei Fiori e una simbiosi che solo chi ama i cani può comprendere. La storia di Scott e della sua amica umana Giulia Brazzale, regista thienese specializzata in corti, è raccontata in “So che ti manco”, un corto di quattro minuti selezionato per il Pet Carpet Film Festival 2026.

Un film per ricordare e rendere immortale Scott, il fedelissimo compagno di vita morto di recente, a cui Giulia Brazzale era affezionatissima. “Un cane originale, simpatico, sorridente – racconta la regista con la voce rotta dall’emozione – So che ti manco l’ho girato tra maggio e giugno a Pantelleria. A girarlo ci ho messo alcuni giorni, tempo necessario per riprendere sia il viaggio per mare che gli attimi di intimità tra Pipo, il cane che nel film interpreta Scott e il suo amico umano, interpretato da Everardo Altieri”.

Il film è la storia di un cane che parla al suo padrone dall’aldilà, per far sentire la sua presenza, ma soprattutto per consolarlo del vuoto lasciato con la morte. “Il film dura 4 minuti perché è il tempo concesso per i corti al Pet Carpet – ha spiegato Giulia Brazzale – Scott mi manca moltissimo ogni momento e questo è il mio modo per rendergli omaggio”.

“Scott viveva in simbiosi con me, capiva tantissime parole, era vivacissimo. Mi muovevo e lui si muoveva, era un po’ matto, sorrideva molto e a volte mordeva, soprattutto gli adolescenti perché in casa con mio figlio e i suoi amici lo coccolavano con troppo calore e lui si infastidiva – racconta Giulia Brazzale – Era sempre con me. Vivevamo a Roma, in Campo dei Fiori. Lo chiamavo il mio “bambino con la frangetta” e mio figlio Nicola era perfino geloso (ride)”.

Scott adorava la frutta, melone e fragole soprattutto. “Quando mi fermavo al bar per una birra o un caffè, i baristi mi portavano sempre una coppetta di fragole per Scott. Era un cane originale, oltre che bellissimo. Camminava sempre al mio fianco, senza guinzaglio, sempre attaccato”.

Sullo schermo, a prestare il volto e il corpo a Scott è Pipo, il cane che nel cortometraggio interpreta l’amico scomparso che parla idealmente dall’aldilà. Tra Pipo e Scott era nata una vera e profonda amicizia proprio nell’ultimo periodo di vita di quest’ultimo, rendendo l’interpretazione ancora più toccante e sentita. Il risultato è un ritratto affettuoso e pieno di nostalgia che racconta la vita in simbiosi di un compagno a quattro zampe speciale, capace di lasciare un segno indelebile in chi lo ha amato.

“Scott e Pipo avevano fatto amicizia nell’ultimo periodo di vita di Scott perché Pipo è il cane del mio compagno – spiega Giulia Brazzale – Andavano d’accordissimo ed erano proprio amici. Passavano molto tempo insieme e si facevano compagnia. Questo corto è l’omaggio al mio Scott, per raccontare quanto io abbia avuto da lui e quanto bene gli voglio”.

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