“Culle portate via e parti dirottati ad Arzignano”, per Avs la chiusura del punto nascite è iniziata

Torna sotto i riflettori il punto nascite dell’ospedale San Lorenzo di Valdagno e nonostante l’assessore regionale Gino Gerosa abbia annunciato che verrà fatto il possibile per potenziare il “percorso nascite”, sul futuro del servizio più importante e sicuro per mamme e nascituri, l’ombra della chiusura si fa sempre più vicina.

A tornare sull’argomento è Carlo Cunegato, assessore regionale scledense di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) che da anni denuncia una crisi irreversibile della sanità locale e veneta in generale. E quello che riporta Cunegato è quanto emerge tra i corridoi della struttura sanitaria e dai tanti commenti di chi osserva da vicino la situazione del punto nascite di Valdagno.

“A Valdagno rimarrebbero solo i parti fisiologici – spiega – Quindi niente più induzioni, che saranno inviate ad Arzignano. Ci viene segnalato che le donne in gravidanza prossime al termine vengono contattate e avvisate che, se non partoriranno entro i tempi, dovranno andare ad Arzignano per l’induzione del parto. Verrebbe quindi chiesto loro di aprire lì la cartella e di andare a conoscere gli ambienti e a chi rifiuta verrebbe detto che non ci sono alternative. E sappiamo anche che c’è già chi ha deciso di andare direttamente a Santorso”.

Uno scenario che, se osservato con attenzione, non contrasta con quanto dichiarato dalla Regione Veneto nelle scorse settimane. Quanto dichiarato dall’assessore Gino Gerosa la scorsa settimana, in un incontro con i vertici della sanità e i sindaci dell’area di Valdagno, racconta infatti di “un potenziamento dei percorsi nascita nel loro complesso, con personale specializzato che assisterà le donne incinte e le neomamme anche a domicilio”.

Nessuna conferma che il punto nascite del San Lorenzo avrà un futuro quindi e proprio per questa incertezza, che incombe sul futuro di mamme e bambini del territorio, Cunegato chiede al presidente della regione Veneto Alberto Stefani di chiarire che cosa sta facendo la Regione per dare una risposta concreta alle richieste dei cittadini e dei sindaci.

“Abbiamo saputo perfino di culle del nido portate fuori dall’ospedale – continua il consigliere regionale – Se tutto questo fosse confermato, significherebbe che la riorganizzazione del punto nascite è già in atto e che il reparto viene svuotato un pezzo alla volta. Non si avvisa che si sta chiudendo un servizio, si chiuderà e basta, come sta succedendo ad Adria, dove uno degli altri punti nascita coinvolti dalla DGR 453 di fine maggio, dove il direttore generale ha preso atto del rifiuto delle deroghe chieste”.

Da Cunegato una domanda: “Se da Roma non hanno ancora confermato la chiusura del punto nascite di Valdagno, perché la struttura si sta già svuotando? E che cosa ha chiesto la regione al Governo?”
Sarà la risposta all’accesso agli atti chiesta da Avs alla Regione Veneto a chiarire quali siano state le richieste della Giunta di Alberto Stefani al Governo per salvare il punto nascite di Valdagno.

Cunegato ha quindi lanciato una proposta a Stefani che sa di sfida: visitare insieme il San Lorenzo e conoscere famiglie e personale medico. “Chiediamo chiarezza alla Regione – ha concluso il consigliere di Avs – Non si possono prendere in giro le persone”.

Punto nascite, i sindaci ci sperano ancora. Gerosa: Assistenza anche a domicilio”

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