Miteni, sciopero nella ditta al centro del caso Pfas: “Il lavoro è sempre più rischioso”

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Le Rsu, sindacato interno, e i dipendenti di Miteni (immagine di archivio)

Incrociano le braccia i lavoratori della Miteni di Trissino: per domani le rappresentanze sindacali interne, in modo unitario, hanno proclamato 8 ore di sciopero per gli oltre 100 dipendenti. Nell’industria chimica di Trissino al centro del caso della contaminazione in falda da Pfas, i composti perfluoroalchilici che contaminano la falda acquifera dell’Ovest Vicentino, la Rsu lamenta condizioni di lavoro sempre più difficili, addirittura rischiose.

“La dichiarazione dello stato di agitazione sindacale del 29 maggio scorso, le molteplici richieste scritte e i vari tentativi di confronto non hanno ricevuto ad oggi alcuna soddisfacente risposta da parte dell’azienda – accusano le maestranze – Ci riferiamo al preoccupante aumento di criticità legate alle condizioni degli impianti, alla carenza di personale, alle difficoltà di copertura della squadra di emergenza interna, al ricorso non concordato agli straordinari, al taglio degli accordi organizzativi e salariali aziendali, alla illegittima e peggiorativa trasformazione di parte di questi accordi in regolamento interno disciplinare”. Tutti fattori che per il sindacato interno stanno “aumentando fortemente la rischiosità del nostro lavoro e destabilizzando sensibilmente il contesto lavorativo aziendale. Si aggiunge poi il disagio per relazioni industriali divenute sempre più difficoltose. Questa situazione per noi lavoratori non è più sopportabile. Pertanto, contro questo stato di cose si è deciso di manifestare con determinazione la nostra protesta” proclamando lo sciopero.

I dipendenti hanno già manifestato alcune ore domenica, domani proseguiranno la protesta. Durante lo sciopero di mercoledì sarà presente un presidio sindacale esterno alla fabbrica, informativo, davanti all’ingresso di via località Colombara, a Trissino.

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