Valdagno è il primo comune italiano a vietare la pubblicità dei combustibili fossili

Valdagno è il primo Comune italiano a rendere operativo il divieto di pubblicità dei combustibili fossili. Il Consiglio comunale del 29 ottobre, infatti, ha approvato l’aggiornamento del Piano per la pubblicità e le pubbliche affissioni che vieta l’installazione, l’esposizione e la diffusione di messaggi pubblicitari che promuovono combustibili fossili o prodotti alimentati esclusivamente da combustibili fossili entro 150 metri da luoghi sensibili come ospedali, piazze, scuole, parchi, Rsa e aree del trasporto pubblico. Il divieto interessa una parte molto ampia del territorio comunale. Per esempio, la pubblicità di un’automobile alimentata esclusivamente a diesel rientra nella misura, quella di un veicolo ibrido ne resta fuori.

A differenza di Firenze, Genova, Monza e, più recentemente, Rivoli che hanno finora approvato mozioni che impegnano le amministrazioni a introdurre restrizioni alla pubblicità dei combustibili fossili e delle attività ad alte emissioni di anidride carbonica, Valdagno è il primo Comune a trasformare questo indirizzo in una norma applicativa.

“Siamo venuti a conoscenza di questa iniziativa a livello europeo grazie alla Padova Climate Action Week – spiega il sindaco Maurizio Zordan –. Questa previsione è in linea con la storia del Comune di Valdagno e della Valle dell’Agno, che prima ha investito sulle fonti rinnovabili con l’idroelettrico, poi ha aderito al Paesc e recentemente ha supportato un’iniziativa per un teleriscaldamento a biomassa per una buona parte degli edifici pubblici di Valdagno. Siamo assolutamente convinti che dal punto di vista strategico serva un orientamento, anche di indirizzo, da dare ai cittadini affinché tutti insieme si lavori sulla transizione energetica”.

La Padova Climate Action Week, organizzata e promossa da Aequilibria, si era infatti conclusa lo scorso aprile con un appello ai Comuni italiani a intraprendere questo percorso. “Valdagno ha raccolto quell’appello e ha fatto un passo ulteriore, passando dall’impegno politico a uno strumento concreto e applicabile”, commenta Daniele Pernigotti, Ceo di Aequilibria e ideatore della Padova Week. “Il Comune vicentino ha aperto la strada in Italia, ma non è un fenomeno isolato: nei Paesi Bassi sono già 18 i Comuni che hanno introdotto o avviato restrizioni alla pubblicità fossile e a livello globale sono oltre 60 le città e i territori che hanno adottato misure di questo tipo. Nel 2024 lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha chiesto ai governi di vietare la pubblicità delle aziende dei combustibili fossili”.

In Europa crescono i divieti alla pubblicità fossile
L’idea di fondo, che sta alla base dell’iniziativa è che le città, in prima fila nell’impegno a ridurre le emissioni, non possano poipermettere che gli spazi pubblicitari incentivino voli e consumo di combustibili fossili. Le amministrazioni europee su questo stanno intervenendo con strumenti differenti, dai regolamenti comunali alle policy sugli spazi pubblicitari pubblici. Le restrizioni possono riguardare direttamente i combustibili fossili oppure estendersi a beni e servizi ad alta intensità di carbonio, come voli, crociere e automobili con motore a combustione.
Tra le esperienze più avanzate c’è L’Aia, che dal 2025 applica un divieto inserito nella propria normativa comunale e confermato anche in sede giudiziaria. Nel 2026 Amsterdam ha introdotto nella propria ordinanza restrizioni alla pubblicità di combustibili fossili, voli, crociere, contratti energetici fossili e veicoli con motore a combustione. Nel Regno Unito Edimburgo ha invece adottato una policy che esclude dagli spazi pubblicitari controllati dal Comune diverse categorie legate alle fonti fossili e ai prodotti ad alte emissioni. Misure analoghe sono state introdotte o avviate anche da altre amministrazioni britanniche e svedesi.

“La lotta al cambiamento climatico è strettamente legata anche agli aspetti culturali – spiega Pernigotti -. La pubblicità contribuisce a formare il nostro immaginario e quindi a stabilire ciò che acquista un valore positivo o negativo. Vietare la pubblicità delle fonti fossili è un primo passo per costruire un pensiero collettivo che accompagni la fuoriuscita dai combustibili fossili, uno scenario riconosciuto a livello internazionale come fondamentale per affrontare la crisi climatica. Per aumentare la diffusione di questi provvedimenti siamo al lavoro con il Cen, il Comitato europeo di normazione ,a un quadro comune per definire con criteri chiari e scientificamente fondati quali beni e servizi possano essere considerati ad alta intensità di carbonio,nella pubblicità e nelle comunicazioni commerciali. È un passaggio necessario perché queste esperienze possano essere replicate su scala più ampia”.

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