Fine vita, il Veneto approva la legge: è la prima regione governata dal centrodestra a farlo

La Regione Veneto, prima fra quelle governate dal centrodestra, da oggi ha una legge sul fine vita. Si è conclusa infatti alle 17,30 con il voto finale (nominale) la due giorni di discussioni e emendamenti sulla proposta di legge di iniziativa popolare su cui aveva raccolte le firme l’associazione Luca Coscioni.
Quella approvata è, graie alla mediazione del presidente leghista Alberto Stefani e gli emendamenti proposti dalla Giunta, una normativa più restrittiva rispetto a quella della legge di iniziativa popolare. Fra le novità introdotte dagli emendamenti, votati in modo trasversale da parte della maggioranza e dall’opposizione, l’adesione volontaria da parte dei medici, la presenza di un palliativista con parere vincolante, l’istituzione di un comitato bioetico e, soprattutto, un ruolo assegnato nel processo alle associazioni pro-vita.
La relatrice è stata la presidente della Quinta commissione di palazzo Ferro Fini, Manuela Lanzarin (Lega-LV). I partiti, come detto, si son mossi in ordine sparso, portando alla creazione, sui singoli emendamenti, di maggioranze diverse, con le minoranze che hanno votato alcuni emendamenti della giunta e la maggioranza che ne ha appoggiato alcuni della minoranza. Nel complesso, son stati due giorni in cui dentro all’aula di Palazzo Ferro Fini si è respirata la politica con la “P” maiuscola, con i politichi chiamati riflettere, confrontarsi ed esprimersi su un tema delicatissimo e molto complesso. La Lega ha lasciato libertà di coscienza e molti hanno votato a favore. Libertà di coscienza anche in Forza Italia, che ha portato due consiglieri ad astenersi sul voto finale mentre il vicentino Jacopo Maltauro ha votato a favore. Voto contrario, invece, per gli esponenti di Fratelli d’Italia, come annunciato. A favore Alleanza Verdi Sinistra, Civiche, Pd e 5Stelle. Contraria anche l’opposizione di Resistere Veneto.

Fra quelli che più si sono battuti per arrivare a una approvazione, il presidente del Consiglio Regionale Luca Zaia e la consigliera di Avs Elena Ostanel, che ha voluto dedicare l’approvazione a Stefano Gheller. Ostanel ha insistito sul fatto che l’approvazione delle norme che regolano l’accesso a un diritto (quello al suicidio assistito in determinati e casi) che è già garantito con sentenza della Corte Costituzionale, è una “legge di servizio” e che votarle “non toglie nulla a chi come Sammy Basso fa una scelta diversa, una scelta di vita”. Ed è stata proprio la Ostanel, insieme a tre colleghi, a chiedere che il voto fosse nominale, ossia che ciascuno fosse chiamato ad esprimersi singolarmente e con voto palese. E così è stato. Alla fine è finita con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti. Un voto che supera il vuoto del voto di due anni fa e allinea la politica al sentire dei veneti, se è vero che, dati Demos, nel Nordest i favorevoli all’eutanasia erano il 56% nel 2002 e sono l’82% oggi e che lo sono anche più della metà dei cattolici praticanti.
Come hanno votato i consiglieri regionali vicentini
Per quel che riguarda i consiglieri regionali vicentini, hanno votato a favore Manuela Lanzarin, alessia Bevilacqua e Morena Martini per l’area Lega; Jacopo Maltauro per Forza Italia; Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza per il Partito Democratico; Carlo cunegato per Alleanza Verdi Sinistra. Hanno votato contro Francesco Rucco per Fratelli d’Italia e Davide Lovat per Szumski Resistere Veneto.
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