Fine vita, le reazioni. Zaia, “risposta doverosa”, Stefani: “Tuteliamo la dignità della vita umana”

Il Veneto è la quarta regione ad avere una legge sul suicidio medicalmente assistito, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Nel vuoto delle decisioni nazionali, sono i territori a rispondere ai cittadini. In Italia il suicidio assistito è legale infatti grazie a una sentenza del 2019 della Corte costituzionale, ma manca una legge che definisca tempi e modi di accesso.

Stefani: “Dignità della vita da tutelare sempre”
“Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari. Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”. Lo dichiara il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, a seguito del voto in Consiglio regionale sugli emendamenti che ha presentato al progetto di legge nato dall’iniziativa popolare “Liberi subito”.

“Il mio obiettivo è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarieta’ del medico che assiste – spiega Stefani – Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico – insiste – gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. L’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale nel dirimere le valutazioni. La priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito.

Zaia: “Risposta doverosa”
“L’approvazione della legge sul fine vita rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilità del Consiglio regionale del Veneto. È stata una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema così delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con serietà e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilità di decidere e di indicare una strada”. Così il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, commenta l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito.

“Voglio ringraziare tutti i consiglieri regionali – prosegue Zaia – chi ha votato a favore, chi si è espresso contro e chi ha manifestato dubbi o sensibilità differenti. Oltre dieci ore di dibattito, precedute da mesi di studio e approfondimento, hanno dato vita a un confronto serio, rispettoso e di alto livello. Su un tema così delicato, anche la capacità di ascoltare le ragioni degli altri rappresenta un patrimonio per l’istituzione. Il mio ringraziamento non può che andare anche ai cittadini e alle associazioni che da posizioni diverse hanno arricchito proposte e discussione. Oggi abbiamo approvato una legge per i pazienti e per le loro famiglie, ma anche per i medici e per tutti gli operatori sanitari – aggiunge il Presidente -. Da molto tempo ripeto che sono anche loro a trovarsi ogni giorno davanti a situazioni umane e professionali di straordinaria complessità, spesso in quell’area di confine nella quale medicina, sofferenza, volontà del paziente ed etica si incontrano. Da oggi abbiamo dato anche a loro uno strumento in più, un quadro più chiaro entro il quale affrontare decisioni difficilissime senza essere lasciati soli”.

“Lo abbiamo detto fin dall’inizio – conclude Zaia -: questa legge non introduce il fine vita e non crea un diritto nuovo. Il perimetro è stato tracciato dalla Corte costituzionale. Il Veneto ha scelto di fare la propria parte, organizzando meglio le procedure ed esercitando pienamente i doveri che spettano a un’istituzione che ha la responsabilità della sanità pubblica”.
“Credo che oggi emerga anche un tratto importante della politica veneta – sottolinea Zaia – Il Consiglio ha saputo prendere una proposta di legge di iniziativa popolare, studiarla nel merito, emendarla e migliorarla, senza snaturarne l’impianto, fino ad arrivare a un provvedimento maturo. È questo il compito della buona politica: raccogliere una domanda che arriva dai cittadini e trasformarla, attraverso il lavoro legislativo, in una risposta solida e concretamente applicabile. È stato un percorso lungo e non semplice e, proprio per questo, il risultato raggiunto assume ancora maggiore significato”. “Il Veneto – conclude il Presidente – ha dimostrato che anche sulle questioni più profonde e divisive si può discutere senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettendo al centro le persone. Pazienti, famiglie, medici e operatori sanitari da oggi possono contare su un quadro più chiaro. È questo, prima di tutto, il significato della decisione assunta oggi dal Consiglio regionale”.

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