Sventato colpo notturno in sede Cgil: ladro (di monetine) seriale preso dalle volanti

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La sede Cgil di Vicenza (foto da Google Maps) visitata da un ladro stanotte

Continua a far parlare di sè un pregiudicato altopianese che di tanto in tanto balza agli onori della cronaca per numerosi episodi di furto. Il denominatore comune per i raid di L.P., 53enne nullafacente che risulta domiciliato ad Asiago, è riferito ai distributori automatici di bevande e alimenti, razziati delle monetine contenute nella casse interne ai dispositivi. Stanotte alle 3.10 una guardia giurata ha rivolto la segnalazione di un possibile tentativo di furto nella sede della Cgil di Vicenza, in vi a Vaccari. Alla fine, saranno “strappate” dalle mani del ladruncolo 146 euro in moneta metallica, arraffate poco prima, per poi trovarne altre tra i vestiti. Doppia la denuncia per lui: per furto aggravato e per violazione dei provvedimenti danti diffusione del contagio.

Giunti sul posto, le volanti della Questura si sono subito accorte dell’ingresso esterno forzato e richiuso dall’interno, avendo conferma delle indicazioni ricevute dall’addetto alla sorveglianza privata che asseriva di aver visto un uomo incappucciato e con torcia elettrica aggirarsi nei locali del sindacato provinciale. I poliziotti avevano tentato di rimuovere il blocco, inutilmente, quando il misterioso individuo all’interno ha deciso di arrendersi, non avendo dal suo canto alcuna via d’uscita. Una volta all’interno, i membri delle due volanti hanno trovato disseminate sul pavimento le sopracitate monetine, procedendo al recupero e alla quantificazione del (magro) bottino fallito.

L’altopianese, un volto noto nell’ambiente e protagoniste di vari episodi analoghi negli ambienti della microcriminalità, è stato in seguito perquisito. Non senza sorpresa, i poliziotti gli hanno trovato indosso altro denaro tra tasche dei pantaloni e perfino nascosto nei calzini che indossava. In tutto, altri 120 euro circa, ancora una volta in moneta. Inutile aggiungere che non c’è stato stato bisogno di richiedere, da parte delle forze dell’ordine, l’autocertificazione riguardo ai “motivi di necessità” che aveva spinto il 53enne a farsi trovare in giro per il capoluogo a notte fonda.