Si rompe un maxi serbatoio di digestato: sversati mille metri cubi, evitato l’arrivo nel Tesina

Momenti di apprensione nella serata di martedì 5 agosto a Quinto Vicentino, dove la rottura di una vasca flessibile destinata allo stoccaggio di digestato ha provocato lo sversamento di circa mille metri cubi di materiale organico in un’area agricola adiacente al parcheggio Villa Tacchi Nord dell’autostrada A31. Il digestato è il residuo semiliquido che si ottiene alla fine del processo di digestione anaerobica, durante il quale microrganismi degradano la sostanza organica in assenza di ossigeno. Durante questo processo, viene prodotto biogas – una miscela di metano e anidride carbonica – e ciò che resta è un materiale apparentemente secondario ricco di elementi preziosi per il suolo e le piante ma anche potenzialmento molto inquinante.
L’allarme ha fatto scattare l’intervento d’urgenza dei tecnici del Dipartimento Arpav di Vicenza, che una volta giunti sul posto hanno accertato la fuoriuscita del materiale dal cosiddetto “saccone”. Il digestato ha raggiunto inizialmente il corso d’acqua denominato “Ramo Autostrada”, propagandosi successivamente verso il “Ramo Quintarello”.
Determinante l’intervento del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, che ha disposto l’immediata chiusura delle paratie della rete idrica. La manovra ha consentito di confinare l’onda inquinante all’interno dei canali secondari, evitando che il materiale raggiungesse il fiume Tesina e limitando così le conseguenze ambientali dell’incidente.
Le operazioni di bonifica sono iniziate già dal pomeriggio di ieri e sono tuttora in corso. Attraverso mezzi di autospurgo si sta procedendo all’aspirazione del digestato sia nell’area di stoccaggio sia nei tratti di canale interessati dallo sversamento. I lavori vengono eseguiti dal gestore dell’impianto sotto la supervisione degli enti competenti.
Parallelamente, i tecnici di Arpav hanno avviato una campagna di monitoraggio ambientale lungo la rete idrica coinvolta. I controlli riguardano i livelli di ossigeno disciolto, la conducibilità, il pH delle acque e l’eventuale impatto sulla fauna e sull’ecosistema locale. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha fatto sapere che il monitoraggio proseguirà fino al completamento delle operazioni di bonifica e al pieno ripristino delle condizioni ambientali dell’area interessata.
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