Sequestrati due cuccioli di cane e una bici di pregio in un accampamento nomadi

Erano tenuti senza cibo e acqua, sotto il sole a 37 gradi, senza possibilità di riparo: per questo due cuccioli di cane sono stati posti sotto sequestro in un accampamento temporaneo di nomadi in via Fermi a Sandrigo da parte della polizia locale del consorzio Nordest Vicentino, nel corso di un’operazione mirata sul territorio che avevano lo scopo di contrastare fenomeni di microcriminalità e degrado urbano che, di recente, hanno destato preoccupazione tra i cittadini.
I due cagnolini – di circa due mesi – si trovavano in una situazione di degrado e di potenziale pericolo e per scongiurare conseguenze peggiori gli agenti hanno richiesto
l’intervento del servizio veterinario dell’Ulss 8 Berica, provvedendo al sequestro cautelare degli animali.
L’attività di vigilanza ha dato i suoi frutti non solo sul fronte della salvaguardia animale, ma anche della sicurezza pubblica, dato che è stata rinvenuta anche una bicicletta frutto di un furto. Si tratta di una mountain bike di notevole valore, risultata rubata lo scorso 23 luglio, come hanno fatto emergere i rapidi riscontri incrociati con il punto vendita e la centrale operativa del consorzio. L’esame delle immagini della videosorveglianza comunale ha permesso agli agenti anche di identificare i responsabili del furto e di restituire il mezzo a due ruote al legittimo proprietario nel giro di poche ore: si tratta della terza bicicletta restituita in venti giorni.
Aidaa: “pronta la denuncia per i due cuccioli”
L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente Aidaa ha annunciato l’invio di una denuncia in merito all’episodio dei due cuccioli, sottolineando la gravità della presenza e della tenuta dei cuccioli di cani nei campi nomadi in tutta Italia. “Oltre a quelli sequestrati a Sandrigo – scrivono gli animalisti – sono centinaia i cani tenuti in condizioni pietose nei campi nomadi in tutta Italia. Chiediamo un controllo generale a tappeto dei campi rom e la confisca immediata dei cani tenuti in cattive condizioni e usati per raccogliere l’elemosina”. Una verifica che, ancor prima, andrebbe estesa anche alle persone e in particolare ai bambini e alle bambine presenti negli accampamenti.
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