Faccia a faccia tra sindaci e Regione sul progetto Silva: “Fermate la follia dei rifiuti sulla falda”

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I sindaci delle province di Padova e Venezia si compattano contro la piattaforma che dovrebbe sorgere nell’area della ditta Silva a Montecchio Precalcino e all’incontro fissato in Regione su loro richiesta e previsto per mercoledì 21 gennaio a Palazzo Balbi sono intenzionati a mantenere la loro posizione: un no deciso all’impianto di rifiuti sanitari e sabbie di fonderia che a loro dire metterebbe seriamente a rischio la salubrità dell’acqua che alimenta la falda.

“Si applichi il principio di precauzione e si approvino le zone di salvaguardia nell’interesse della salute pubblica e ambiente”, è quanto chiedono i primi cittadini di Abano Terme, Arzergrande, Brugine, Cona, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Padova, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove di Sacco.

I sindaci saranno ricevuti dall’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che ha sottolineato: “La Regione vuole garantire la doverosa trasparenza e riserverà sempre la massima attenzione a temi così delicati, che richiedono confronto. La riunione si propone di favorire il confronto con gli amministratori locali in merito alla pratica presentata dalla ditta Silva Srl per l’insediamento di una piattaforma multifunzionale destinata al recupero di rifiuti sanitari e sabbie di fonderia nell’area di Montecchio Precalcino, in una zona che insiste sulla falda acquifera che alimenta anche i Comuni padovani”.

L’incontro chiesto dai sindaci: “Approvare le zone di salvaguardia”
I sindaci di il comune veneziano di Cona e di altri 7 comuni padovani avevano scritto al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, all’assesore all’ambiente Venturini e ad altri uffici regionali chiedendo formalmente alle autorità regionali di approvare le zone di salvaguardia dei pozzi acquedottistici nei comuni di Villaverla e Dueville.

Si tratterebbe di un vero e proprio rischio per il cuore idrico del Veneto. Infatti il nodo del contendere è la fragilità idrogeologica del sito scelto. L’area ex-Safond, dove dovrebbe sorgere la piattaforma per il trattamento di 32.000 tonnellate di rifiuti sanitari e 74.000 tonnellate di sabbie di fonderia l’anno, si trova esattamente sopra la zona di ricarica della falda.
I pozzi situati a Villaverla e Dueville, appena 1,5 chilometri a sud del sito, alimentano una rete acquedottistica mastodontica. Si tratta dell’acqua che sgorga dai rubinetti di Padova, Abano Terme, della Saccisica e fino al comune veneziano di Cona: un bacino che serve, secondo le stime, oltre un milione di cittadini.

La battaglia legale e amministrativa ruota attorno a un documento tecnico: la proposta di perimetrazione delle aree di salvaguardia deliberata dall’ATO Bacchiglione nell’agosto 2025. Se queste aree venissero approvate ufficialmente dalla Regione, l’impianto Silva sarebbe automaticamente vietato.
I 12 sindaci denunciano però un pericoloso stallo: mentre l’istruttoria regionale sulle aree di protezione procede a rilento, l’iter autorizzativo per l’impianto nella sede della Provincia di Vicenza continua a correre.

“Eventuali ritardi istruttori non possono consentire oggi ciò che sarebbe invece vietato”, scrivono i sindaci nella missiva inviata al presidente della Regione Alberto Stefani.
Il fronte dei sindaci è compatto su tre punti fermi. Stop immediato, che significa interrompere ogni autorizzazione per l’impianto Silva fino alla chiusura dell’istruttoria sulle aree di salvaguardia.
Chiedono anche l’applicazione del principio di precauzione per tutelare la salute pubblica e alla Regione di gestire la pratica visto che l’impatto ambientale supera i confini della provincia.

La pressione di Carlo Cunegato: “E’ un progetto folle”
Ad alimentare la pressione è anche il neoeletto consigliere regionale di AVS, Carlo Cunegato, che ha depositato un’interrogazione urgente: “È un progetto folle. Il più grande esperto di acque del vicentino, Lorenzo Altissimo, è stato chiaro: sopra quella falda un business del genere non si può fare. La Regione deve approvare subito le zone di salvaguardia e impedire lo scempio”.

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