Pioggia, neve e 15mila chilometri: la vita a pedali di Flavio, ciclista anche nel lavoro

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15mila chilometri, almeno, ogni anno. E’ questo il singolare primato di Flavio Bertoldo che da una decina d’anni ha letteralmente parcheggiato l’auto in garage e ha scelto di utilizzare esclusivamente la bicicletta. Anzi ha fatto di più: dopo un incidente occorso alla compagna nella quale la macchina è andata irrimediabilmente distrutta, le ha donato la sua, ormai stanca di prendere polvere e di non “mordere” l’asfalto.

Difficile non aver notato Flavio, ciuffo biondo e fascetta, che non vuole essere dipinto come una sorta di “eroe” delle due ruote – “anche altri hanno fatto questa scelta”, ribadisce a più riprese – ma che sicuramente almeno un po’ speciale lo è. Pioggia, vento, neve, niente lo scoraggia: ogni mattina Flavio prende la sua bici e da Arsiero dove si è trasferito per amore oltre 15 anni fa, bardato di tutto punto e protetto da un ampio occhiale scuro, pedala per raggiungere il suo negozio di lampade ed elettrodomestici in Piazzetta San Gaetano, nel cuore di Schio: andata e ritorno, immancabile. Questo dal lunedì al sabato, ma non finisce qui: “In realtà la domenica mattina – spiega il 48enne – faccio lo stesso percorso e approfitto della chiusura per risistemare un po’ il magazzino. Durante i giorni lavorativi poi, a meno di consegne troppo ingombranti, con la bici mi sposto anche di diversi chilometri per andare a fare piccoli commessioni o riparazioni ordinate dai clienti”.

Ormai uno stile di vita di quelli che aiutano a trovare un equilibrio fisico e mentale fatto di positività e benessere, consolidato dopo che nel 2016 era stato costretto ad abbandonare la corsa a causa di un problema alla caviglia: “Fino a da allora non avevo mai preso in mano una bici, adoravo fare qualche bella corsetta. Poi un problema infiammatorio mi ha convinto a smettere per non peggiorare la situazione e da allora mi sono buttato sulle due ruote: dapprima solo nella stagione più calda, poi tutto l’anno. E pensare che guardavo quasi con sospetto questi ciclisti”! Ormai un protagonista riconosciuto delle mattine trafficate lungo la Sp350, tra colonne d’auto ferme e gente in attesa di recarsi al lavoro. Mentre lui sfreccia, carico per una nuova giornata: “Qualcuno mi ha persino inseguito – racconta sorridendo – incuriosito nel vedermi ogni giorno in bici anche sotto qualche brutto temporale, ci siamo conosciuti e siamo diventati amici. Anche se non ho un cellulare – svela rivelando un’altra peculiarità poco in linea coi tempi moderni – ci siamo dati appuntamento lo stesso”. Un esempio semplice e ostinato di coerenza, che ogni giorno ricorda quanto conti scegliere ciò che ci fa stare bene. E mentre le auto restano in coda, Flavio continua a pedalare leggero, fedele alla sua idea di libertà.

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