Guerriglia a Torino, scontri tra polizia e manifestanti al corteo per Askatasuna

Scontri ieri a Torino, dove si è tenuta la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Bombe carta, razzi e fuochi pirotecnici sono stati lanciati dai manifestanti e lacrimogeni sono arrivati in risposta dalla polizia, stretta in un fitto cordone a sbarrare loro la strada. I tafferugli sono iniziati dopo che una parte del corteo è entrata in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c’era la sede del centro sociale, deviando dal percorso previsto.
A volto coperto, erano presenti autonomi e gruppi di anarchici. Erano rimasti fermi prima a lungo, in attesa del buio, per evitare la ripresa dei loro volti da parte delle forze dell’ordine. Alcuni manifestanti hanno dato fuoco a una serie di cassonetti per cercare di avanzare verso quella che è stata la sede del centro sociale. Dai dehors dei bar, chiusi, sono state lanciate in strada sedie e tavoli, per sbarrare la strada alle forze dell’ordine. In qualche caso le fiamme sono state particolarmente alte, ma sono state tutte spente. I manifestanti nel frattempo si sono organizzati per continuare a lanciare razzi contro le forze dell’ordine da utensili artigianali. La polizia ha risposto continuando a lanciare lacrimogeni.
I manifestanti hanno anche dato fuoco a un blindato della polizia, da cui gli agenti erano usciti: sarebbero oltre 30 i poliziotti rimasti nel corso della giornata. Un agente di polizia di un reparto mobile è stato circondato e aggredito da un gruppo di antagonisti durante gli scontri vicino al Campus universitario Einaudi. In un video si vedono una decina di antagonisti che si avvicinano al poliziotto e lo colpiscono con calci, pugni e un martello, puntandogli contro anche una luce laser verde. Il poliziotto, a terra, perde il casco e cerca di allontanarsi coprendosi la testa con le mani. Poi viene soccorso da alcuni colleghi e gli antagonisti si allontanano. Il poliziotto non risulta in gravi condizioni ed è nel pronto soccorso chirurgico in un ospedale di Torino. Ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra, già suturata.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell’Interno Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine che hanno subito violenze. Tuona la presidente del Consiglio Meloni: “Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende”.
In serata è arrivata anche la condanna di quanto accaduto dalla segretaria del Pd Elly Schlein: “Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile”, ha detto esprimendo solidarietà alla polizia. “La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”, ha aggiunto Schlein.
La maggioranza torna infatti a spingere sul pacchetto sicurezza: Piantedosi ha annunciato che il pacchetto sarà discusso la settimana prossima e si lavorerà per proporre nuove norme. Intanto secondo quanto si apprende, riprende forza il fermo di polizia preventivo di 12 ore per i soggetti noti pericolosi. Una misura che sarebbe ritenuta “fondamentale” dagli addetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni.