Olimpiadi, altro che gelo: a Cortina boom di escort e preservativi già esauriti

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C’è chi aspetta le Olimpiadi per vedere le discese, chi per seguire il curling con la stessa tensione di un thriller nordico, e poi c’è chi… preferisce attività parallele. A quanto pare, nell’area di Belluno e Cortina il termometro dell’interesse non segna solo temperature sotto zero: segna anche un’impennata di traffico verso piattaforme di recensioni e ricerca di escort. E non una timida oscillazione, ma una vera e propria valanga digitale.

A dirlo sono i dati di Escort Advisor, il principale sito europeo di recensioni del settore, che ha analizzato il comportamento online nella settimana dell’inaugurazione dei Giochi. Risultato: un crescendo rossiniano. Lunedì 2 febbraio +69%, mercoledì 4 febbraio un roboante +143% — probabilmente coincidente con l’arrivo scaglionato di pubblico, staff tecnico e curiosi assortiti. E poi ancora: +91% giovedì, +86% venerdì 6 febbraio.
Ma il vero record olimpico arriva lunedì 9 febbraio: +250% rispetto alla settimana precedente. Altro che combinata nordica: qui siamo davanti a una combinata digitale di curiosità, solitudine da trasferta e spirito olimpico interpretato in modo… creativo.

E se online l’interesse corre veloce, offline la situazione non è meno vivace. Al villaggio olimpico di Cortina, a Fiames, i preservativi distribuiti agli atleti sono già finiti. Tutti. In tre giorni. Un atleta — rigorosamente anonimo, come da tradizione quando si parla di argomenti “delicati” — lo ha confermato a La Stampa: “Le scorte sono andate esaurite in appena tre giorni. Ci hanno promesso che ne arriveranno altri, ma chissà quando”.
Non è una novità che ai Giochi si distribuiscano condom: è una prassi consolidata, quasi un rito. A Parigi 2024 ne erano stati consegnati 300mila, due al giorno per atleta. Ma a Cortina, evidentemente, il calcolo è stato un po’ troppo ottimistico. Sul fronte milanese, il governatore Attilio Fontana aveva addirittura personalizzato le confezioni con il logo della Regione Lombardia, un mix tra prevenzione e marketing territoriale che gli atleti hanno apprezzato. A Cortina, però, il problema non è il packaging: è la quantità. E mentre gli organizzatori corrono ai ripari, la vicenda aggiunge un tassello imprevisto alla narrazione dei Giochi 2026.

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